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Il quotidiano riletto in ottica FUTURO ANTERIORE
a cura di Roberto Canavesi
Silvia Battaglio, Fabrizio Coniglio e Giulia Pont in tre spettacoli dedicati al nostro presente
Torino, al Tangram Teatro, da giovedì 14 marzo a venerdì 12 aprile 2019
Alzi la mano chi ai tempi della scuola non ha mai compromesso una delle tante gare di verbi incespicando nella declinazione del mai troppo odiato futuro anteriore: da sempre spauracchio per tutti gli studenti "forma verbale che indica eventi, esperienze e fatti considerati come compiuti, ma che si trovano nell'ambito dell’avvenire”, Futuro anteriore è ora il titolo di una mini rassegna di tre spettacoli in scena al Tangram Teatro per promuovere una riflessione critica e condivisa sul nostro presente. 

Si parte giovedì 14 marzo con Lolita di Silvia Battaglio, risultato di una serie di residenze creative realizzate presso l’Odin Teatret nei mesi di settembre 2012 e gennaio 2013: primo tassello della Trilogia dell’identità negli anni promossa dall'attrice e danzatrice torinese, Lolita vede una protagonista ormai adulta attraversare il tempo a ritroso e ripercorrere la sua "prima volta”, sperimentando, provocando e interrogando il mondo degli adulti nel tentativo di incrociarne ed intercettarne le traiettorie in un intimo viaggio tra adolescenza e maturità. "Lolita - spiega la Battaglio - cerca le tracce della bambina che era e che Humbert le ha portato via, scavalca il tempo, lo perde, e infine cerca di trattenerlo, tra smarrimento e gioco, come un equilibrista sfida un mondo luminoso ma pieno di insidie, nel tentativo di collocare se stessa fino ai confini incerti di una realtà in trasformazione”. 

Secondo titolo in programma, venerdì 29 e sabato 30 marzo, sarà La borsa di Calvi, produzione Tangram Teatro diretta da Fabrizio Coniglio, anche in scena con Roberto D’Alessandro: scritta a quattro mani dallo stesso Coniglio con Mario Almerighi, la commedia ripercorre il mistero della morte di Roberto Calvi, presidente del Banco Ambrosiano trovato impiccato nel 1982 a Londra, e il sorprendente ritrovamento della sua borsa, abbandonata sul sagrato della chiesa di un piccolo centro della provincia italiana: all'interno documenti bancari e lettere compromettenti, mai pubblicate prima d’ora, prove evidenti di inquietanti intrecci economici tra malavita, alti prelati, esponenti della P2 e politici. "Il nostro spettacolo - spiega Fabrizio Coniglio - non vuole assolutamente intaccare la purezza della fede o il sentimento religioso di tutti gli uomini che credono nei valori cristiani: i nostri protagonisti sono infatti due preti, mossi da un profondo senso della comunità e della spiritualità, che cercano soltanto di comprendere i misteri di una parte della Chiesa che non li rappresenta”.

A chiudere il trittico, sabato 12 aprile, Giulia Pont con Non tutto il male vien per nuocere, ma questo sì, produzione Tangram Teatro con la simpatica attrice torinese protagonista in un sarcastico monologo dove racconta presunti miracoli e malattie imbarazzanti, morbosità familiari ed eterni sogni di una generazione prigioniera tra la delusione delle proprie aspettative fallite e l’ansia di realizzarle: improvvisazione e rapporto diretto con gli spettatori saranno gli ingredienti di uno spettacolo in divenire con copioni in scena, leggii, richiesta di aiuto nella definizione di una drammaturgia dal sorprendente epilogo: "partendo dalla storia autobiografica - scrive la regista Carla Carucci - dell'inaspettato e miracoloso concepimento della protagonista da parte della madre sterile, il monologo racconta con molta ironia le ansie e le aspettative di una generazione”. 

Tutti gli spettacoli sono in programma nella sala del Tangram Teatro ed avranno inizio alle ore 21, sabato 30 marzo alle ore 19.30, con biglietti a Euro 15 ed Euro 12: info su programma, orari e prenotazioni allo 011.33.86.98 o su www.tangramteatro.it.
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