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Gl'innamorati - Il musicarello
a cura di Giancarlo Zappoli
Visto al Teatro Litta il 10 gennaio 2020
da Carlo Goldoni – dramaturg Valeria Cavalli e Debora Virello – collaborazione al testo e regia Pietro De Pascalis – assistente alla regia Chiara Pellegatta – con Gaetano Callegaro, Pietro De Pascalis, Loris Fabiani, Jacopo Fracasso, Valeria Girelli, Isabella Perego – consulenza musicale Alex Procacci – scenografia Claudio Intropido – costumi Giulia Giovanelli – disegno luci Fulvio Melli – progetto audio Marco Broggiato – direttore di produzione Elisa Mondadori – produzione Manifatture Teatrali Milanesi – Spettacolo sostenuto nell’ambito di Next 2019-20
Onore al merito a Valeria Cavalli e Debora Virello, delle Manifatture Teatrali Milanesi, già di Quelli di Grock, per avere pensato a una contaminazione del tutto inedita nel panorama teatrale italiano. L’idea è quella di rispettare il testo goldoniano nelle parti che si decide di mettere in scena e di interpolarlo con i rapporti che sussistono all’interno della compagnia che lo sta mettendo in prova. Fino a qui, si dirà, nessuna novità. Il nuovo sta nel fatto che si dà voce ai sentimenti che il testo classico analizza utilizzando canzoni che innervavano i cosiddetti ‘musicarelli’ degli anni Sessanta. Si tratta, per chi non lo sapesse, di quei film che vedevano protagonisti Gianni Morandi, Caterina Caselli, Little Tony ecc. in cui si costruiva un’esile trama attorno a quattro-cinque canzoni note a tutti. L’idea, che poteva sembrare estremamente rischiosa e magari un po’ surreale, funziona senza per questo trasformare lo spettacolo in un musical. Il testo parlato è assolutamente dominante ma le canzoni entrano al punto giusto e con la giusta misura grazie anche a una compagnia di attori molto affiatati e tutti allo stesso livello e grazie anche a un testo che permette ad ognuno di dare il meglio di sé. 

Dove semmai la drammaturgia mette un po’ troppo allo scoperto i propri meccanismi comici è nei tormentoni. Se quello della torta vegana ha comunque una sua finalizzazione ben determinata, quello del bicchiere d’acqua che non giunge mai a chi l’ha chiesto dopo un po’ finisce con il girare a vuoto. Mentre invece la sovrapposizione dei caratteri (attori e ruoli loro assegnati), che inizialmente poteva sembrare un po’ artificiosa, prende progressivamente senso grazie proprio al rispetto del testo di Goldoni, a dimostrazione che ci sono sentimenti universali che ben poco sono mutati con il divenire delle società e dei costumi. Semmai è mutato il modo di esprimerli e allora anche i musicarelli possono intervenire a supporto. 

Il pubblico si diverte (chi scrive non ha assistito a una ‘prima’ dove il clima è spesso particolarmente favorevole allo spettacolo), applaude e mostra, con le ripetute chiamate finali, di apprezzare. L’esperimento sembra essere riuscito.
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