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Oggi come ieri NON MI PENTO DI NIENTE...
a cura di Roberto Canavesi
Visto a San Pietro in Vincoli di Torino venerdì 8 novembre 2019
di Csaba Székely 

con Lorenzo Bartoli, Beppe Rosso, Annamaria Troisi 

regia Beppe Rosso; collaborazione drammaturgica Debora Milone; scene e light design Lucio Diana; ambientazioni sonore Guglielmo Diana 

Produzione ACTI Teatri Indipendenti
Da anni impegnato con la sua compagnia, ACTI Teatri Indipendenti, in un proficuo percorso di ricerca legato alla nuova drammaturgia, con particolare attenzione alla scena dell'est europeo, l’attore e regista torinese Beppe Rosso continua a far conoscere al pubblico italiano drammaturghi ad oggi pressoché sconosciuti: se è stato prima il caso di Matej Visniec, ora è il turno di Csaba Székely, giovane autore romeno di cui Rosso dirige ed interpreta, insieme agli ottimi Lorenzo Bartoli ed Annamaria Troisi, la commedia noir Non mi pento di niente

Dominic, un ex colonnello della Securitate di Ceausescu, conduce un’anonima esistenza tra le quatto mura della sua casa: vedovo, padre di una figlia con cui non ha rapporti, l’uomo riceve la visita di un collega, un tempo alle sue dipendenze, pronto a ricattarlo in cambio di un lavoro per i nuovi servizi segreti: se infatti l’ex militare non darà la sua disponibilità, è già pronto uno scandalo mediatico per rivelare le violenze e le torture di cui anni addietro si era reso complice per la polizia del regime. A sconvolgere ancor più l’esistenza concorre poi la giovane Lisa, vicina di casa di Dominic, che giorno dopo giorno entra sempre di più in confidenza con lui: vittima di frequenti violenze dal padre-padrone, nella sua personalità dai contorni schizofrenici Lisa si dichiara affetta da una malformazione cardiaca per la cui cura sarebbe necessario un costoso trapianto di cuore.
In un alternarsi di colpi di scena che legano con un sottile filo il destino dei tre personaggi, Csaba Székely confeziona una piéce dall'accattivante scrittura, partitura dai toni ora comici ora drammatici che Beppe Rosso asseconda con una regia lineare e rispettosa di un ritmo teatrale in crescendo: rivelazione dopo rivelazione si arriva all'inaspettato finale, scoprendo come il passato sia da un lato impossibile da cancellare, dall'altro elemento in grado ancor oggi di influenzare la quotidianità di ogni personaggio. E se Beppe Rosso tratteggia un Dominic all'inizio lupo solitario, poi travolto ed i balia dagli eventi, sempre comunque spietato ragionatore, Lorenzo Bartoli non di meno convince negli scomodi panni del collega ricattatore, "oggi” fantasma di un "ieri” che torna per saldare i conti. Da ultimo la Lisa di Annamaria Troisi, perfetta maschera di ingenuità mista a candore in un ritratto di schizofrenia adolescenziale che il pubblico mostra di gradire, come testimoniano i numerosi e convinti applausi finali.
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