immagine home.jpg
RITRATTO D'ITALIA
a cura di Roberto Canavesi
Visto al Teatro Gobetti di Torino il 20 aprile 2017
da Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani di Giacomo Leopardi

con Fabrizio Falco e Sara Putignano 

regia Fabrizio Falco - scene Eleonora Rossi - luci Daniele Ciprì - musiche Angelo Vitaliano - regia Maurizio Spicuzza 

Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale in collaborazione con Le vie dei Festival / Minimo Comune Teatro
Entriamo in sala con la convinzione che il Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani sia stato redatto da Giacomo Leopardi nel lontano 1824: ne usciamo un'ora dopo con il dubbio di aver assistito ad una cronaca dei giorni nostri. Il dubbio ci assale, per fortuna viene in soccorso la storia della letteratura, lasciando però la spiazzante consapevolezza di come il feroce pamphlet del poeta di Recanati sia scritto di straordinaria attualità per forza della lingua e potenza dei contenuti. 

Portare queste parole oggi in scena sa tanto di sfida in cui si ha tutto da perdere, rischio che il coraggioso e bravo Fabrizio Falco accetta in pieno per lo spettacolo diretto ed interpretato con l'ottima Sara Putignano: su di un palco in cui siedono tre file di manichini a fissare, e pensiamo noi impietosamente rappresentare, la comunità di spettatori, prendono forma le parole del Discorso come di altri estratti leopardiani per un je accuse all'italica società senza filtri ed orpelli. Incapacità di una convivenza civile degna di questo nome, degradazione dei costumi, assenza di un teatro e di una letteratura nazionale, prevalere di istinti individuali e privati sulla dimensione pubblica e collettiva: questi solo alcuni degli aspetti interessati da parole così moderne ed attuali che suonano come il più classico degli evergreen, non lasciando allo spettatore la minima possibilità di replica, semmai strappando continui ammiccamenti di amara approvazione ben visibili dalla platea. 

Muovendosi sul palco, ma anche agendo in proscenio o camminando per la sala, Fabrizio e Sara sono impeccabili esecutori di una partitura teatrale tanto fulminea quanto intensa: ora affiatati complici, ora pungenti sfidanti, i due giovani interpreti danno vita ad una prova teatrale condotta con assoluto controllo sulla scia di quella passione la cui assenza, nell'associazione all'aggettivo civile, risuona più volte dal palco come impietosa condanna. 

Il 1824 ed il 2017 non sono forse mai stati così vicini....
  •  Giuseppe Distefano DSC 1783.JPG
    Giuseppe Distefano DSC 1783.JPG
    archivio
    cookie law
    privacy