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Flashdance: un nuovo allestimento
a cura di Giancarlo Zappoli
Visto al Teatro Nazionale CheBanca! il 5 ottobre 2017
Testo di: Tom Hedley, Robert Carey / Musica: Robbie Roth / Liriche: Robert Cary, Robbie Roth / Traduzione e adattamento: Chiara Noschese / Regia: Chiara Noschese / Aiuto regista: Eleonora Lombardo / Coreografo: Marco Bebbu / Set designer: Gabriele Moreschi / Direttore musicale: Angelo Racz / Light designer: Francesco Vignati / Sound designer: Armando Vertullo / Regista residente: Roberto Bani

Interpreti: Valeria Belleudi, Lorenzo Tognocchi, Elisa Lombardi, Ilaria de Rosa, Rossella Contu, Marco Stabile, Roberto Vandelli, Michel Altieri, Altea Russo, Lorena Crepaldi, Renato Tognocchi, Giovanni Abbracciavento, Gianluca Briganti, Giorgia Cino, Alessandra Gregori, Veronica Lepri, Angelo Di Figlia, Giorgia Arena

Al teatro Nazionale CheBanca! di Milano dal 5 ottobre al 31 dicembre 2017
Perché tornare, dopo un’edizione di soli sette anni fa, a riproporre Flashdance? Perché, come afferma Chiara Noschese: “Per me è una grande sfida, un copione inedito, con canzoni nuove e nuovi personaggi, siamo secondi, dopo l’Inghilterra a luglio, a metterlo in scena”. Si tratta infatti di un’edizione in cui tutto è davvero nuovo. A partire dall’adattamento dei testi. Noschese ha fatto una scelta precisa e assolutamente condivisibile. Non ha cioè preteso di italianizzare canzoni cult come Maniac o What a

Feeling
traducendo solo quelle canzoni che portano avanti il plot e che quindi debbono essere comprese anche dai non anglofoni.
Ecco allora che Gloria rimane Glory anche se le si dedicano (a parte) quattro versi in italiano in omaggio a Umberto Tozzi. 

Già queste annotazioni possono dare la misura di uno spettacolo concettualmente rinnovato in ogni suo settore. A partire dalla scenografia che è essenziale e al contempo estremamente versatile per consentire cambi di scena veloci e significativi a cui collabora un disegno luci continuamente alla ricerca di nuove soluzioni estetiche. Ci si sente ‘davvero’ in fabbrica quando il sipario di alza così come si è nell’accademia di danza quando Alex va a fare l’esame di ammissione anche se si evita il realismo d’epoca che invece viene, giustamente, offerto all’appartamento dell’anziana insegnante. 

A questo va aggiunta una regia in grado di calibrare ogni singolo personaggio e di fargli interpretare e non solo cantare le parole. Si sente che Chiara Noschese ha lavorato duramente sull’adattamento dei testi e che ha quindi preteso che ogni parola acquisisse un preciso significato non solo quando la musica taceva. Va detto che i suoi attori sono riusciti ad aderire a questa richiesta. Prima fra tutti Valeria Belleudi che offre ad Alex tutta la carica di adrenalina necessaria curando però anche le sfumature di un personaggio di cui conosciamo anche i non lieti trascorsi familiari. Al suo fianco Lorenzo Tognocchi, nel ruolo del combattuto giovane industriale Nick Hurley, sa come affrontare il ruolo del bello e possibile senza lasciarsi mai catturare da possibili atteggiamenti stereotipi e insufflando verosimiglianza nel suo personaggio. Tutto il cast è però assolutamente all’altezza e aderisce a una narrazione nota riletta in modo totalmente innovativo. A ciò contribuisce in maniera determinante anche l’orchestrazione di Angelo Racz che sa offrire ad ogni brano la giusta intensità espressiva.
  • Valeria Belleudi
    Valeria Belleudi
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