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12/19/2007
Moby Dick a Salerno: Rosario Tedesco sostituisce Marco Foschi
a cura di Redazione
Moby Dick
, lo spettacolo tratto dal testo di Herman Melville e diretto da
Antonio Latella
, con
Giorgio Albertazzi
nella parte del capitano Achab,
ieri sera (18 dicembre 2007) ha fatto tappa al Verdi di Salerno, dove resterà fino a domenica 23, per poi spostarsi oltralpe, in Francia, al Théâtre National Populaire di Lione.
Per un incidente capitato all’attore Marco Foschi, il personaggio di Ismaele, l’unico sopravvissuto alla furia della balena bianca, è stato interpretato da Rosario Tedesco
. Una prova difficile, la sua, vista la complessità della parte e il poco tempo a disposizione per studiarla. Tuttavia, nonostante la necessità di ricorrere al sostegno del copione in scena,
l’attore è riuscito a dare forza e concretezza al suo personaggio puntando a trasformare i limiti della situazione in pregi dell’interpretazione:
con una scelta intelligente, Tedesco ha infatti sottolineato una certa meccanicità della recitazione in modo da evidenziare il doppio ruolo di Ismaele, che da una parte racconta i fatti ai quali ha assistito e dall’altra li rivive in scena.
Nel complesso lo spettacolo ha mostrato il bello e il brutto di un regista come Antonio Latella
, uno che, comunque lo si giudichi, riesce a dare ai suoi lavori una notevolissima e ben riconoscibile forza concettuale e figurativa. Il
Moby Dick
di Melville è un testo ricco di simboli, certo, ma anche un grande romanzo d’avventura che cattura il lettore fino alla fine. Nella “riduzione” teatrale di Federico Bellini questi aspetti narrativi si perdono, forse inevitabilmente. Il risultato è un eccessivo insistere sulle metafore, le allusioni, le evocazioni, che, soprattutto nella parte centrale, finiscono per diventare compiaciuti esercizi stilistici. Ma in certi momenti dello spettacolo, tra rumori e silenzi, tra gesti e azioni, tra Shakespeare e Dante,
Latella ci offre un teatro di grande forza evocativa, così intenso che ci viene voglia di salire sul Pequod, anche noi, alla ricerca di quell’invisibile e inafferrabile senso dell’esistenza
. E nel finale Albertazzi-Achab, seduto sul proscenio con le gambe penzoloni e lo sguardo smarrito nel vuoto, è un’esperienza da brividi.
dal 18 al 23 dicembre 2007 Teatro Verdi Piazza Matteo Luciani Salerno tel. 089 66 21 41 www.teatroverdisalerno.it
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