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1/16/2008

Vaudeville al Teatro Ghione di Roma

a cura di Redazione


Feydeau non parlava mai del suo teatro, componeva di nascosto, come un vizio. Il teatro era il suo "vizio". E in esso riversava la sua umanità e la sua fantasia più folle. Il gatto in tasca è in scena al teatro Ghione di Roma dal 15 al 27 gennaio 2008.

                 

L’occasione è quella della rappresentazione, al Teatro Ghione di Roma, di Chat en poche - Il gatto in tasca (in scena dal 15 al 27 gennaio 2008) nella traduzione italiana, il secondo vaudeville di Feydeau, scritto a ventisei anni e rappresentato per la prima volta a Parigi nel 1888. Il teatro di Georges Feydeau (1862-1921) si colloca nella grande tradizione della farsa francese inventata da Molière e Beaumarchais. Considerato il padre del vaudeville d’oltralpe, Feydeau amalgama nelle sue opere il ritratto della società di fine Ottocento con i meccanismi della comicità, regolati alla perfezione come gli ingranaggi di un orologio. Da questa combinazione scaturisce con un ritmo indiavolato un movimento continuo di situazioni paradossali, di peripezie che rasentano l’assurdo scatenando una valanga di risate. Osannato dai contemporanei e dai successori come un “matematico del teatro”, un “ingegnere della scena”, Feydeau inventa, combina, costruisce e rimonta una macchina ad orologeria, dove tutti gli ingranaggi, per quanto complicati e paradossali, funzionano alla perfezione nel grande gioco della comicità scenica. L’umanità dei tempi nostri è quella che si aggira per il teatro Ghione, un’umanità fatta di signore e signorotti che presto o tardi si addormenteranno senza accorgersene, cullati dalla musica o da un pensiero più lieve degli altri suscitato dallo spettacolo. E’ un’umanità fatta di emozionati amici dei debuttanti giovani attori, fatta di critici teatrali come anime solitarie capaci di ritagliare nella loro frenetica giornata il tempo di andare a nutrire un po' l'anima. L’umanità che incontri al teatro Ghione è di per sé un vaudeville. E c’è anche l’immancabile gruppo di vecchiarde abbonate da una vita ma incuranti del cartellone, alla ricerca di una serata di svago solo per poterla raccontare a qualcuno; poi c’è chi adora quest’autore e spera di rivivere tramite la magia del teatro quelle atmosfere da fine Ottocento francese e quei suoni delicati che regalano bizzarri spunti di comicità nei fraintendimenti, nei vezzi, nelle battute, seppure tradotte. E poi al Teatro Ghione par di avvertire anche la presenza di Ileana Ghione, come se si aggirasse fra le poltrone in galleria, come se dall’alto delle luci della ribalta guardasse ancora la vita animarsi sul palcoscenico del suo teatro, con la stessa magia ad ogni prima (il 15 gennaio era il suo compleanno). Una curiosità: L'origine del termine vaudeville è oscura, ma viene solitamente considerata come una storpiatura dell'espressione francese voix de ville, ovvero "voce della città".

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