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22-04-2006

Prime della settimana: anche il teatro conta!

a cura di Redazione


Gli incassi, gli spettatori, gli spettacoli prodotti e quelli andati a monte perché un attore si è ammalato, perché un regista si è incazzato, perché un autore s’è incupito o un critico s’è preventivamente accanito. I soldi scarseggiano e spesso vengono depositati nelle solite grandi mani che tutto rastrellano. Nelle cantine non c’è solo vino, nelle case non sono tutti ubriachi, sul palco non sono tutti bravi attori ma sulle poltrone, dalla platea alla galleria, dal primo piano al quarto quando c’è, gli spettatori si spellano ancora le mani per tributare direttamente il loro apprezzamento a chi si fa Caronte per portare all’inferno, a chi si fa Beatrice per mostrarci il paradiso, e a chi si fa ancora la barba pensando che in prima fila qualcuno possa contargli i peli. Conta allora questo teatro. Innumerevoli produzioni, tante quanto le gocce di sudore versato per sopperire alla mancanza di tasche grandi nelle quali reperire minuti fondi. Questa settimana va in scena come sempre il passato rivisto con gli occhi del futuro ed attualizzato con il linguaggio del presente. Niente cambia finché si sta fuori. Niente accade finché non entra il pubblico. Tutto è diverso quando si lascia la sala. E i critici? Costretti a riflettere gongolano nel loro limbo alla ricerca dello spettacolo sul quale non aver nulla da dire.

Wild East Teatro Belli La via di fuga è una rivoluzione impossibile. L’individuo sempre più alienato perde qualsiasi possibilità di reazione e soccombe nella ricerca di un’isola felice dove sentirsi volontariamente fuori dal coro, senza più l’ansia di vedere arso il proprio posto molto prima che tramonti il sole. (Andrea Monti) Cheek to cheek Teatro Flaiano Ironia ed amarezza si mescolano portando in superficie tematiche attuali quali la difficoltà nei rapporti umani, la fragilità emotiva ed affettiva ed un unico desiderio: la ricerca dell'amore, quello vero. (Silvia Donnini) Gli uccelli Teatro India Tra canti, fischi, cinguettii e scoregge lo spettacolo vola alto a solleticare fantasia, volontà, spirito e desideri rivoluzionari. Sandro Lombardi ricorda Totò mentre il suo sancho Alessandro Schiavo che passa con disinvoltura dal siciliano, al pugliese, al romano, richiama alla mente Ninetto Davoli e Franco Franchi. (Andrea Monti) Take me away (Portami via) Teatro La Cometa Questo spettacolo susciterà fastidio negli amanti dell’interpretazione plateale, innervosirà la pazienza degli appassionati delle macchiette comiche, provocherà indifferenza negli sguardi attratti dai circhi scenici e sarcasmo negli inseguitori dello scandalo recitato. (Davide Buonasorte) La Mandragola Teatro Sala Umberto la commedia strappa sorrisi e risate grasse, però la tensione passionale e l’oscenità controllata del testo fiorentino ne risultano compromessi: Barra entra nello studio dell’autore, a Firenze, e ruba da un cassetto del suo scrittoio la copia manoscritta della commedia, la legge, la riscrive, e non si accorge di aver fatto una commedia nuova, la sua. (Simone Nebbia) Gassosa e Musica a Richiesta Teatro Piccolo Eliseo Patrizia Milani è bravissima: si fa largo nel petto a lacerare le probabili certezze della sua vita di successo, a contenerci dentro un vuoto pneumatico da bolla di sapone. Mal di testa debordante che impone una partecipazione emotiva dilatata da parte dell’interprete che supera e nobilita anche alcune falle del testo. ( Simone Nebbia) L'Uomo, la Bestia e la Virtù Teatro Eliseo La messa in scena di Fabio Grossi rispetta in pieno l’originale tralasciando volutamente e sapientemente l’artificiosità scenica delle maschere a favore di un’interpretazione più diretta e naturale. Professando un uso dell’attore in quanto tale, Grossi tiene a ribadire che è compito dell’artista portare in scena la vera maschera dell’uomo, quel trucco quotidiano dietro cui ogni individuo si lascia vivere. (Giorgia Massaccesi) Non è vero ma ci credo Teatro Quirino Oggi, con Luigi De Filippo (figlio di Peppino) nelle doppie vesti di regista e protagonista, si perpetua la tradizione familiare e torna alla ribalta la vicenda di Gervasio Savastano, il ricco industriale napoletano ossessionato dalla superstizione, che assume o licenzia i propri dipendenti portatori (ahiloro!) di bene o di male. (Salvatore Todaro) Finale di partita Teatro Argentina Nel centenario della nascita di Beckett l’allestimento di Franco Branciaroli risponde a pieno e con freschezza all’appello, portando in scena uno spettacolo che si condensa sull’elemento tragicomico del testo, attraverso l’esaltazione del profilo dei suoi personaggi. (Alessio Noce) L' accompagnatrice Teatro Ghione La ricerca di Pagliaro e dei suoi mira a far scaturire nuove espressività dall’unione di materiale non drammatico con la scena teatrale. Il risultato è pregiato e dimostra che quando si tratta il materiale originario - in questo caso il racconto della Berberova - con la cura ed il rispetto di chi non vuole violare il testo, ma piuttosto regalargli un’espressività nuova, si raggiungono esiti notevoli. (Valentina Carrabino) Due dozzine di rose scarlatte Teatro Manzoni Con la regia di Carlo Alighiero, la pièce di De Benedetti si trasforma in teatrino popolare napoletano, completo di canzonette e balletti: stacchetti che ricordano un poco l’avanspettacolo. Un adattamento musicato che toglie ancor più della già scarsa consistenza del testo, sottolineando il passare del tempo e l’età avanzata della pièce. (Valeria Chiari) Un po' prima della prima! Teatro Sistina In Un po’ prima della prima c’è tutto ciò che fa teatro: il musical, i dialoghi, i monologhi, gli sketch, c’è l’allegria e la tristezza, la malinconia, ci sono i classici rivisti, i classici citati, il teatro d’avanguardia, la commedia dell’arte, i tormentoni televisivi ed i contributi dei grandi del passato. (Teresa Lavanga) Bene mio e core mio Teatro Prati Così il teatro diviene un’esperienza, per chi lo fa e per chi assiste da spettatore: una ricerca che investe tutti gli aspetti della vita. Sembra di sentire gli odori e tutti i suoni di quella casa in cui si svolgono le vite dei due fratelli Savastano. (Silvia Antonelli)
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