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7/28/2008

Il pacco al chiodo ovvero l'amore per la drammaturgia italiana

a cura di Redazione


Considerazioni di un partecipante alla prima rassegna Autori nel cassetto, Attori sul comò in scena a a Roma, TeatroLoSpazio da giovedì 24 a lunedì 29 luglio 2008.

                 

Accade tutto in una temperata sera di luglio al TeatroLoSpazio.it. Le bancarelle di Via Sannio sono chiuse, e a San Giovanni si riesce a parcheggiare facilmente persino un furgone. Nel quartiere che ospita una delle Basiliche di Roma, viene indetto un concorso per corti intitolato “Autori nel cassetto, attori sul comò”. Letto l’annuncio, da bravo attore chiamo subito il mio regista: “L’occasione giusta per andare in scena”. Lui accoglie la proposta e ci iscriviamo. Le regole sono ferree, i corti non possono superare i 15 minuti, pena lo spegnimento della luce e addio finale, che significa, per un corto, addio corto… Così ci mettiamo a cronometrare la nostra performance finché ci assicuriamo il ritmo giusto. Ogni persona pagante avrà in mano una scheda su cui apporre, a fine serata, il nome del corto preferito (e io, col mio superpacco, parto avvantaggiato), in più, ogni serata 5 giurati voteranno tutte le performance con giudizi da 1 a 10 che saranno sommati a quelli della “giuria popolare”. Il nostro spettacolo Tizio, Caio e Sempronia, ovvero due pacchi e una ragazza, è il quarto a dover andare in scena su 5. Arrivati, veniamo a conoscenza che il quinto gruppo non è potuto venire quindi diveniamo di fatto gli ultimi. Inizia la rassegna, Rosario Galli, presidente della giuria e autore teatrale presenta la serata: si tratta di uno spazio nuovo che inizia la programmazione piena questa stagione con l’intenzione - da kamikaze ma inevitabile, se si ama il teatro come i due soci del TeatroLoSpazio.it (Alberto Bassetti e Francesco Verdinelli)- di dedicare un luogo alla diffusione della giovane drammaturgia italiana, troppo spesso reclusa, per motivazioni economiche, nel cassetto da cui il presente concorso vuol far emergere autori in erba. Progetto di tutto rispetto e se c’è dell’onestà e della passione si può sfidare le leggi del mercato per quelle del cuore. Anche noi facciamo il nostro e siamo qua a partecipare. Tutto fila liscio ma la tensione sale. Nel primo corto, Adieu...adieu! recita il tecnico del teatro che ci ospita (risultando tra l'altro il più naturale). Purtroppo dura più del previsto e dunque, per le suddette leggi, cala il buio ed il silenzio su un finale che nessuno vedrà mai se non la nostra immaginazione ricalcando le parole dell’autore che prosegue, intervistato, nel racconto di ciò che ci siamo persi. Niente di più triste per una performance teatrale. Un coito interrotto sul più bello che mi fa sghignazzare pensando al mio pacco superiormente dotato… Salto la seconda performance, sicuramente degna di attenzione e passo al terzo corto. ’Na storia de borgata ha per protagonista un attore molto bravo. Le risate sono tante, il pubblico apprezza ed applaude, come è logico che sia quando gli amici presenti sono molti. E’ il nostro turno, la tutina verde attillata mette bene in mostra il mio fisico da pastasciuttaro e il tanto decantato pacco... lo spettacolo fila liscio, tra risate iniziali e pubblico freddo alla fine. Iniziamo a cambiarci ed il pubblico consegna le sue schede. Usciamo e ci fa piacere che i colleghi ci facciano i complimenti per la follia del nostro lavoro. Dopo qualche minuto ci chiamano perché sono pronti i risultati. Iniziano così a snocciolarci i voti del pubblico (tutti amici che si autovotano, noi compresi): prendiamo 11, i primi a cui hanno spento le luci 10, i terzi come previsto 45. Sono loro i favoriti. Ma ecco il cilindro. Il primo gruppo il cui finale si è perso nelle tenebre, conquista dalla giuria ben 50 voti su 50, il massimo nonostante non l'abbiano nemmeno portato a termine!! E, pensate, sono così piaciuti alla giuria da dare uno stacco ai secondi di 35 punti. Infatti 'Na storia de borgata conquista 15 punti, pochissimo, se consideriamo che non è nemmeno la sufficienza: ogni giurato ha a disposizione un range da 1 a 10. Se i giurati sono 5 ottenere 15 voti vuol dire una media di 3 voti a testa, nemmeno la sufficienza… Ma tanto basta per non fare infuriare nessuno e mettere i più d’accordo con ben 2 finalisti che hanno ottenuto 60 voti ciascuno! Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa la giuria tecnica di questa mia considerazione, dato che non si sono presi la briga di motivare i voti dati. Perché tutta questa differenza nel loro punteggio tra i due testi che alla fine hanno pareggiato? Tra i 50 voti del primo ed i 15 del terzo? Perché piena unanimità su un corto che non è terminato e che dunque non avete potuto pienamente valutare? Eppure le regole parlavano chiaro... a qualcuno. Giuria di sabato 26 luglio: CRISTINA AUBRY, CINZIA MONREALE, PIERPAOLO PALLADINO, CARLO PRINZHOFER, FRANCESCO VERDINELLI (dal sito TeatroLoSpazio.it) Quando l'obiettivo è la promozione della drammaturgia il tempo da dedicare alle spiegazioni della vittoria e della sconfitta non è mai perso e anzi serve a tutti per chiarire e chiarirsi le idee. Interpretare corti teatrali dà grande soddisfazione e mi diverte moltissimo perché ho la possibilità di assistere contemporaneamente anche ai lavori dei miei colleghi, dando libero sfogo al confronto, alla critica, alla solidarietà. La sconfitta è gradita quando significa aver assistito ad altri spettacoli ben fatti ed è ben accetta quando l'onestà intellettuale la muove. Non è vero che tutto il teatro è bello e buono!

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