"Ci sono state difficoltà, soprattutto dal punto di vista organizzativo, ma molto è stato fatto grazie al supporto insperato delle istituzioni". Il successo di questa seconda edizione del Festival internazionale dell'ukulele di Vicenza è stato certamente il segno della tenacia di Mimmo Peruffo e Daniela Gaidano (di professione maestri cordai), che in pochi mesi hanno saputo mettere in piedi un festival che non solo è stato all'altezza di simili manifestazioni che si svolgono nel resto d'Europa, ma è stato anche in grado di offrire qualcosa in più.
Tanti i musicisti presenti, e tutti di grande bravura e capacità di intrattentimento. Invece di puntare sul numero degli artisti è stato invece dato notevole spazio alla qualità; inoltre è stato dato a ciascun musicista possibilità di esprimersi e di esprimere il proprio genere d'elezione. Molti i vendor e i liutai: è stato davvero possibile tastare il polso di un mercato europeo in costante espansione. Fa una certa impressione scoprire che in tempi di crisi le vendite di ukulele in Europa registrano nel 2009 rispetto al 2008 una crescita di ben il 50%. Il fatto che non vediamo ukulelisti agli angoli delle nostre città sembra suggerire che non si tratta di persone che cercano di inventarsi lavoretti extra (anche se potrebbe essere un'idea!). Scherzi a parte è stato possibile avere una panoramica completi dei trend e dei prodotti disponibili, segnati da un costante impegno all'innovazione. Così mentre Mimmo Peruffo si inventa nuove corde c'è chi, come Mike Upton, si inventa una specie di basso ukulele dalle sonorità davvero interessanti.
Molti gli spazi in cui i curiosi, i principianti e gli "studenti avanzati" sono stati coinvolti: dai vari workshop di tecnica fino alle jam session organizzate da Ken Middleton, passando per l'open mic, in cui i musicisti di domani si sono confrontati per la prima volta con un pubblico. Inutile aggiungere altro, ascoltate piuttosto l'intervista, in italiano.