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27-07-2011

Successo a Macerata per il Rigoletto di Gasparon e Battistoni


Benché vessata e interrotta da un’inclemente perturbazione atmosferica, la rappresentazione del Rigoletto, andata in scena sabato 23 luglio 2011 allo Sferisterio di Macerata, raccoglie unanimi consensi.   



 

La lusinghiera lettura interpretativa del Rigoletto, operata da Massimo Gasparon e dal maestro Andrea Battistoni, ha richiamato all’Arena Sferisterio di Macerata una notevole affluenza di spettatori, offrendo loro una rappresentazione di pregevole fattura.  
 
Realizzata in coproduzione con La Fondazione Pergolesi Spontini e il Circuito Lirico Lombardo, questa nuova produzione del Rigoletto si presenta come spettacolo tanto vivace e fastoso nell’impianto scenico quanto intenso nello scavo interiore dei personaggi. Ma i suoi punti di forza restano indiscutibilmente l’accurata ricostruzione degli ambienti, con suggestivi riferimenti all’atmosfera tiepolesca della Venezia del 1851 in cui l’opera andò in scena per la prima volta e la fisicità passionale richiesta agli interpreti da Massimo Gasparon. Il regista, che ha curato anche i costumi e le scene, li muove bene, convincendoli del ruolo a cui aderiscono con mirabile capacità, sia dal punto di vista vocale che sul piano dell’interpretazione scenica.
 
Nel cast svetta la magnetica autorevolezza di Ismael Jordi, che tratteggia con pregnanza il personaggio del Duca di Mantova. La sua voce morbida e ricca di sfumature fa da contraltare a quella più compassata e tagliente dello Sparafucile di Alberto Rota. Giovanni Meoni, straordinario Rigoletto in costume da Pulcinella, risulta l’autentico traghettatore dell’opera: vocalmente nitido e scenicamente elegante, si esprime con disciplinata fermezza timbrica nella tormentata struttura musicale che lo vuole ora superbo e velleitario, ora malinconico e dolente. Umanissima e sofferta, Désirée Rancatore, nei panni di Gilda, plasma il canto con dettagliatissimo accento drammatico, sì da coinvolgere l’attenzione senza necessità di eccessivi virtuosismi.
 
Fila liscio il coro Vincenzo Bellini, mentre l’ensemble della Filarmonica Marchigiana, magistralmente diretta dal giovane ma ormai acclamatissimo maestro Andrea Battistoni, si conferma una volta di più un punto di riferimento di indiscutibile valore, capace di sostenere il cast vocale, di assecondare a meraviglia e di potenziare gli intenti del compositore.
 
La felice saldatura, ottenuta dal direttore d’orchestra, tra l’esecuzione musicale e le immagini tragiche che punteggiano l’opera, consente all’intuizione divinatoria di Verdi di invitarci ancora oggi a riflettere sull’alterna lotta tra le aspirazioni umane e i vincoli del destino. Ogni dettaglio appare curato; la mistura di parlato e canto declamato, incastrata sulle tessere sfaccettate dell’orchestra, restituisce la sacralità dell’opera lirica al pubblico, attirato da quella gran corte dei miracoli che resta ancora il melodramma ottocentesco.
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