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MILANO
16-11-2011

Black Room – La capitale del vizio, il primo spettacolo a suffragio universale


A giudicare dal sito, sembra qualcosa di inquietante, ma niente paura. Non si è finiti in un film di David Lynch, in un ostello della morte o in un horror giapponese. Anzi il primo impatto è quanto mai conviviale. Si comincia con un piacevole happy hour dove, tra una patatina e una pizzetta, si è chiamati a scegliere nel menù dello spettacolo che seguirà.



Si vota a caso tra due possibili antipasti, che in realtà sono due fili conduttori, i raccordi dei vari brani, ognuno dei quali riprende la colonna sonora di un celebre film. E poi si possono decidere le portate della serata, mettendo crocette tra dieci possibili piatti unici teatrali, in base a due righe di presentazione per ciascuno. Questi brani sono l’adattamento di altrettanti racconti, di autori in erba, che a loro volta hanno passato il vaglio di una giuria popolare, formata dai lettori frequentatori della libreria Il mio libro. Il tema deve essere incentrato su uno dei sette vizi capitali.

Dopo un veloce scrutinio, lo spettacolo va a cominciare, mettendo in scena le cinque parti più votate. Una regola che può essere crudele per i teatranti che hanno lavorato per qualcosa che rischia di non andare in scena. Una via di mezzo quindi tra lo show televisivo che si basa sul televoto e la scelta dei piatti al ristorante.

Lo spettacolo, coerentemente con la sua vocazione, cerca il coinvolgimento del pubblico: gli attori passano tra i tavoli degli spettatori, interagendo con loro, gli spazi scenici possono essere tra i divani in cui sono seduti. Tutto è fatto per abbattere quella discontinuità, da teatro all’italiana, tra palcoscenico e platea. In ossequio al vizio del mese, la lussuria, lo spettacolo crea un’atmosfera sensuale e conturbante. Si fonda su ingredienti teatrali puri, su scelte non naturalistiche, sul classico teatro povero capace di trasmettere emozioni giocando sull’evocazione e facendo a meno di elaborate scenografie. Proseguendo nella metafora gastronomica, si può dire che la cucina è quella semplice, casalinga, fatta di ottimi ingredienti sapientemente amalgamati. Lontano da ogni sofisticazione alimentare. Concorrono anche i bravissimi attori che hanno aderito al progetto, mettendosi in gioco. Potrà capitare di vedere il mitico Luca Toracca, nome storico dell’Elfo, gli ‘history boys’ Angelo Di Genio, Loris Fabiani e Vincenzo Zampa, e poi Rossana Carretto, Silvia Pernarella e altri. 

Artefice dell’originale operazione, cuoco e ristoratore, è Tito Ciotta, dell’associazione CreArTheater, che è anche, o meglio potrebbe essere, tra gli attori in scena. La sua massima preoccupazione è quella di far passare una piacevole serata ai partecipanti, con aperitivo e menù teatrale. E in effetti si esce ‘mangiati’ ma anche appagati per lo spettacolo e la serata conviviale. E poi, lasciando ai matematici il difficile calcolo delle combinazioni possibili, la probabilità di assistere a una “replica” con la stessa identica sequenza di pezzi, deve essere molto bassa. Perché non tornarci, quindi? Ci sono dunque tutti gli ingredienti, è il caso di dirlo, per un nuovo teatro di tendenza.

Le foto di scena, con le quali si prevede di allestire una mostra finale sui sette vizi capitali, sono di Ilaria Speri.

Programma di Black Room - Lussuria

1 e 16 ottobre 2011

studioarea22- Via G.Giusti 22, Milano

10 e 24 ottobre 2011

Maison Espana, Via Montegani 68, Milano

Dalle ore 20,30.

Prenotazione obbligatoria.

Per info e prenotazioni:info@creartheater.com
 
 
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