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20-02-2012

Le Voci nel Deserto festeggiano i tre anni al Brancaleone: 24 febbraio spettacolo e DJ set (ingresso gratuito)

a cura di Redazione


Un secondo volume di frammenti in pubblicazione, 140 artisti su 8 città italiane coinvolte, 15.000 gli spettatori romani: il bilancio in attivo di un triennio di "resistenza teatrale"



Se la libertà significa qualcosa, significa il diritto di dire alla gente ciò che non vuole sentirsi dire. (Gorge Orwell, 1945)

Il progetto nato nel 2009 da un’idea di Marco Melloni è ormai noto a molti: una raccolta differenziata della memoria, i cui stralci vengono conservati per essere generosamente ridistribuiti, montati sotto forma di ‘rap letterario’. Gli spettacoli delle Voci sono letture beat (nel senso letterale di ‘ritmo’), flussi inarrestabili di parole pescate trasversalmente in luoghi e tempi anche molto distanti, collegate da ottima musica e da un fil rouge tematico sempre diverso, che sempre ha come sfondo la libertà.

I 'frammenti di libertà di pensiero’ sono infatti numerosi e continuano ad aumentare: i circa 250 iniziali, raccolti in un libro autopubblicato, sono raddoppiati in questi tre anni di recupero e stanno per essere nuovamente editi in una secondo volume, già pronto in formato elettronico, la cui stampa sarà sostenuta da sottoscrizioni volontarie e sponsorizzazioni. I ben 55 spettacoli messi in scena a Roma grazie all’iniziativa spontanea di artisti e tecnici sono stati, e continuano ad essere, infatti, totalmente gratuiti.

Sono circa 70 gli attori romani che dal 2009 si dedicano al progetto, andando in scena una volta al mese al Brancaleone e in altri spazi disposti ad ospitarli (a gennaio sono stati al Quirinetta e al Centro Culturale Elsa Morante). Un’idea collettiva di fare teatro civile, aperta al contributo e alla divulgazione del brevetto, che è privo di copyright e può essere liberamente replicato. Anche altre città italiane hanno infatti aderito e il totale degli artisti sale a circa 140 fra Bergamo, Rimini, Ravenna, Bologna, Milano, Foggia, Catania e persino Parigi, dove si sta organizzando una frangia di resistenza. Numeri consistenti, che hanno permesso la fruizione, solo a Roma, a circa 15.000 spettatori. Cifre che la dicono lunga sulla necessità di liberare il pensiero ed ascoltare voci diverse, sia pur a raccontare una storia che – purtroppo – sembra ripetersi sempre uguale.

Un paradosso che si tenta di risolvere ogni ultimo venerdì del mese sul palco, ma anche facendo incursione in licei e università per delle mattinée, o partecipando a manifestazioni che sostengano la causa. Il prossimo appuntamento, venerdì 24 al Brancaleone, sarà una vera e propria festa che si concluderà con un DJ set. Tema dello spettacolo quello delle promesse e delle disillusioni, dei sonni fiduciosi e dei bruschi risvegli, perché “il problema non è la caduta, ma l’atterraggio”.

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Voci nel Deserto

emiliomarco - 28-03-2012 00:13:34
...manca Bergamo fra le città che stanno organizzando la Resistenza...
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