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PIEMONTE
11-04-2012

Con Barbablů in scena una fiaba ricca di interessanti quesiti

a cura di Filippo Rubino


Torino: al Teatro Astra, da venerdì 13 a domenica 15 aprile 2012, la fiaba di Charles Perrault diventa uno spettacolo che è al contempo farsa e tragedia.

 



 

Per la sezione Tempi Moderni del cartellone 2012, la Fondazione TPE presenta Barbablù, spettacolo che nasce dall’incontro della compagnia torinese Teatro delle Dieci con Envers Teatro, in collaborazione con le Fondazioni Teatro Stabile e Fondazione TPE.
Curatore del progetto, nonché regista e interprete principale, sarà Valeriano Gialli con un testo, adattato per il palcoscenico da Gian Luca Favetto, destinato ad assumere i contorni di narrazione musicale impreziosita dalle coreografie di Michela Lucenti. Tutto è costruito su canzoni che non seguono un preciso disegno drammaturgico bensì sono come una playlist casuale, per cui sarà possibile che la singola canzone si adatti alla situazione.
 
Musica, parole, azione, recitazione e atmosfere creeranno un turbinoso mix di sacro e profano, ridicola farsa e terrore allo stato puro, per stimolare l’immaginazione dello spettatore alla ricerca della visionarietà dello spettacolo. La fiaba di Barbablù, l’uxoricida nato dalla penna di Charles Perrault, è infatti ricchissima di temi e suggestioni: si evoca la violenza domestica, la guerra fra sessi, le perversioni, la lotta di classe e la crudeltà del potere. Ma la scelta drammaturgica è di mantenere tutto sospeso tra semplicità e divertimento e terrore e malinconia, con un velo di ironia come trait-d’union. “Si parla - scrive Valeriano Gialli - di ricchezza, bella vita, matrimonio, e di soprusi, coltellacci, gole tagliate, sangue: la villa di Barbablù, poco dopo la sua morte, è l'incontro di due mondi, quello della ricchezza, della bella vita e della paura, e quello del personale addetto a ripulire la scena del delitto e a preparare il morto per il funerale. I due mondi si specchiano uno nell'altro, ma in realtà ogni  personaggio vive a sé, in solitudine, preso da un suo desiderio, un sogno per la felicità.”
 
Una figura dominerà lo spettacolo: è l’anima femminile di Carmen, la narratrice della vicenda, l’unica moglie di Barbablù scampata al barbarico trattamento. Tuttavia Carmen, presentata in scena come scissa tra Anima e Corpo, quindi interpretata da due diverse attrici, oscilla anch’essa tra dolore profondo, allegria e giocosità a sottolineare che è tutto una finzione, come un Teatrino di Grand-Guignol che ci lascia sempre sospesi tra il puro intrattenimento e il “crederci davvero”.  
 
Al Teatro Astra, venerdì 13 aprile e sabato 14 alle ore 21, domenica 15 alle ore 18: biglietti a Euro 18 e 13 con prenotazioni allo 011.56.34.352 o sul sito www.fondazionetpe.it.
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