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13-04-2012

NY STAGE A Broadway un musical sulla vita di Judy Gardland


Storia di una diva e del successo che brucia l’anima delle star



Una diva, cento dive. Molte, troppe finite male, morte giovani, dopo una vita di droghe, di paure, di alcol, di amori più o meno fasulli e di notorietà. Tanta, feroce, difficile da vivere e da sopportare. Come ha provato la recente morte di Whitney Houston o quella meno recente di Michael Jackson, il successo può essere meraviglioso e allo stesso crudele. Alcune stelle del firmamento dell’entertainment, però, sono rimaste più di altre nell’immaginario collettivo e oltre ad aver lasciato interpretazioni memorabili, sono ricordate anche, e a volte soprattutto, per la loro vita fragile e profondamente infelice. Queste stelle tornano così a brillare sui palcoscenici di tutto il mondo, grazie a testi che rivelano il lato oscuro delle loro esistenze.

Proprio in questi giorni, dopo una fortunata produzione londinese, approda allo storico Belasco Theatre di Broadway End of the Rainbow, dedicato agli ultimi mesi di una di queste stelle, Judy Gardland. Di Judy si sa fin troppo. La sua infanzia precoce a Hollywood, dove all’epoca avevano forse meno scrupoli di oggi. Gli attori erano macchine da soldi, dovevano funzionare sempre al meglio e senza troppo costo. Molti libri e svariate testimonianze hanno ormai provato che gli attori venivano drogati con sostanze che ufficialmente sostenevano la fatica, ma che erano vere e proprie droghe, che davano assuefazione.

La storia inizia con una ormai non più giovinetta Gardland, appena arrivata a Londra per una serie di concerti al famoso the Talk of the Town. Judy e’ accompagnata dal suo nuovissimo – e giovanissimo – fidanzato, l’affascinante Mickey Deans; ad accoglierla a Londra anche uno dei suoi pianisti più affezionati, Anthony, chiamato ad essere di nuovo l’accompagnatore e direttore dell’orchestra del nuovo show. Judy è innamorata, felice, elettrica e pronta, in apparenza, a riprendere a cantare di fronte al pubblico che ancora la adora. Mickey, il manager e fornitore di droga del locale dove Judy l’ha incontrato, è ora il suo manager; è lui che ha organizzato la serie di ben 50 spettacoli, è lui che sta cercando di non farla bere o non farle prendere pillole. Tutto va bene fin quando arriva il momento di cantare davanti al pubblico. Judy crolla, cerca sostegno nella droga e nell’alcol, cerca di convincere Mickey a non farla più salire sul palcoscenico, trova in Anthony un fedele alleato, ma tutto va come previsto. Dopo qualche mese Judy Garldand viene trovata priva di vita nel suo appartamento londinese, stroncata da un’overdose fatale di barbiturici. Aveva solo 47 anni.

Lo spettacolo è ovviamente costruito sulla figura della Gardland, magnificamente interpretata da Tracie Bennett, attrice pluripremiata, che se anche manca di quella tristezza negli occhi tipica dalla Gardland e della voce unica di Judy, è lei stessa una cantante incredibile e un’attrice molto brava. Unico punto che stona con l’interpretazione è la fisicità molto ginnica della Bennett, che rende poco il senso della distruzione che invece era proprio della Gardland negli ultimi anni. Michael Cumpsty è semplicemente perfetto nel ruolo del dolce Anthony, colui che si occupa davvero di Judy, tanto da proporle di andare a vivere con lui fuori città, per invecchiare insieme, da bravi amici, considerato anche che lui è omosessuale. Il Mickey Deans di Tom Pelphrey, invece, è l’unico che appare acerbo - non come personaggio, ma proprio come attore. Ha poca presenza, sembra molto annacquato, soprattutto per un personaggio che invece pare avesse un discreto carisma. In generale, comunque, lo spettacolo vale la pena: per la storia, per le canzoni e perché Judy Gardland ha fatto parte dell’epoca d’oro dello show business mondiale, facendo sognare tanti con quei suoi occhi grandi e tristi. La canzone finale, quella che tutti conoscono, Over the Rainbow viene cantata da una Judy, dopo che abbiamo saputo che è morta. E vengono i brividi, perché le parole di quella melodia interpretata dalla Gardland in gioventù sono lo specchio incredibile della vita stessa della grande attrice.

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