L’edizione 2012 ruota attorno alla mostra Angeli e Demoni di Sicilia, aperta con orario 16-19, un'esposizione di cartelli dell’Opera dei Pupi provenienti dalla collezione Pennisi-Macrì di Acireale, aventi come soggetto l’eterna lotta tra il Bene e il Male. Raffigurazioni di mostri, demoni e creature angeliche che hanno il preciso scopo di rimandare ad un immaginario di matrice popolare di straordinaria espressività con l’Opera dei Pupi diventare uno spettacolo unico: “la mostra - spiega Alfonso Cipolla - e gli eventi spettacolari proposti vogliono essere un invito a interrogarsi sul senso del destino dell’uomo, a partire dalle memorie di un passato che ha la forza di parlare a un presente assediato dal Male”.
Detto della mostra a cura di Vincenzo Abbate, con cui venerdì 20 aprile si inaugurerà la programmazione, L’alba del narrare proseguirà domenica 22 aprile alle 19 sempre all’interno della Chalet Allemand del Parco Culturale Le Serre con Ironia demoniaca tra figure e suoni contorti, un incontro concerto in compagnia dell’ensemble Progetto Architorti che si divertirà a proporre folgoranti commenti immersi in un orizzonte di immagini angeliche e demoniache capaci di prendere voce anche attraverso le note. A seguire, venerdì 27 aprile alle ore 19, La tragica storia del dottor Faust, con la regia di Luca Valentino: "si racconto la storiadi un uomo disposto a dannarsi per sete di conoscenza. Si racconta in due modi diversi; con la sola parola e con le sole immagini. A parlare è Giovanni Moretti, a far vedere è Alfonso Cipolla. Parole antiche e oggetti antichi. Sempre e comunque un uomo solo, a far vivere frammenti, a riconsegnare una storia, a scandire il tempo del sapere”.
Il giorno dopo, sabato 28 aprile alle 19, Profumo di Acheronte, secondo incontro-concerto questa volta in compagnia di Oliviero Pari e Michiyo Watanabe dove l’eco grave della voce di un basso sarà impegnata a tramare la storia del melodramma tra solennità e rarefazione, tra orrore e grottesco.
Le serate dell'edizione 2012 de L’alba del narrare si chiuderà, domenica 29 aprile alle 19, con Bestiame etimologico, performance a cura di Marco Gobetti e Giovanni Moretti: "a prendere corpo è una cosmogonia che nasce dalle parole, che si inanellano in forma di favola, segnando il destino dell’umanità. Come ogni cosmogonia, anche questa è visionaria e imprevedibile, di disarmante semplicità quanto stupefacente”.