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25-06-2012

Atelier dei 200: il teatro è arte collettiva


Divertimento e partecipazione: l'intenso weekend sperimentale di quattro noti registi all'India



Un weekend decisamente particolare, quello del 23 e 24 giugno allIndia: lAtelier dei 200. Fase italiana di un più ampio progetto europeo, l'Atelier dei 1000, voluto dall'Unione Teatri Europei, a cui hanno aderito sei dei 16 teatri spazi europei facenti parte dell'associazione, impegnati nell'arco del 2012 ad organizzare il medesimo format. Promotore il Bobigny di Parigi, al secondo anno di esperienza.

All'India il workshop ha assunto un carattere peculiare, puntano sui social media, attraverso i quali si è scelto di svolgere il reclutamento e di documentare le due giornate, tramite il coinvolgimento di una quindicina giornalisti di testate web specializzate come la presente, che hanno seguito in diretta il workshop documentandolo su fb e twitter. Scopo il coinvolgimento personale di un ampio segmento di pubblico, ma anche il dichiarato intento di sondare le opportunità offerte da tecnologie e social media.

Due giorni sperimentali, 200 il tetto massimo di partecipanti, raggiunto per sottrazione quello di 125, le presenze effettive, ma le candidature erano circa 300. Numeri che fanno una certa impressione, e che soprattutto denunciano un pubblico di appassionati piuttosto variegato: solo il 20% dei partecipanti sono professionisti, età fra i 18 e i 50, con preponderanza femminile (70%). A testimonianza di un'esigenza diffusa: quella di partecipare ad un progetto, ad un evento teatrale, o forse semplicemente ad un momento collettivo.

Esperienza iniziata con grande entusiasmo di tutti, a partire dai collaboratori interni, come conferma Paola Folchitto, che ha seguito l'organizzazione e il coordinamento con il teatro di Bobigny: superate anche le più alte aspettative, soprattutto per la risposta dei partecipanti. "Un pubblico particolare", a detta dello stesso direttore dei Teatri di Roma Gabriele Lavia, "che evidentemente sente il bisogno di approfondire, di capire cosa c'è oltre il testo, che ha l'esigenza di colmare un vuoto interiore". Perché il teatro è questo: "un abisso in cui ci si getta, per essere lanciati verso l'alto".

“Quando si condivide un palcoscenico in 200, succede per forza qualcosa. E’ dal numero che viene l’energia”. Aspettative soddisfatte per tutti.

Leggi il contenuto dei quattro Atelier: Gabriele Lavia, Vincenzo Pirrotta, Claudio Longhi, Pierpaolo Sepe.

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