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Ragazzi, il Teatro vi fa Grandi!

PRIMO PIANO - a cura di Redazione

Il Teatro di Roma apre la scena al teatro ragazzi con IL TEATRO FA GRANDE, spettacoli e progetti per spettatori di tutte le età da ottobre a maggio animerà gli spazi dell’Argentina e dell’India con 25 titoli, 150 recite, 40 giornate di laboratori gratuiti per genitori, insegnanti, operatori, 20 letture e incontri nelle biblioteche.




New York, In Scena! 2014: bando per spettacoli e premio per autori teatrali

PRIMO PIANO - a cura di Redazione

Dal 9 al 22 giugno il teatro italiano torna a New York: aperta la selezione di spettacoli per il Festival e per il primo Mario Fratti Award

ABC: la Regione Lazio porta in classe cinema e teatro

PRIMO PIANO - a cura di Donatella Codonesu

Da febbraio a maggio film e spettacoli diventano eventi formativi nelle scuole, per raccontare l’Italia attraverso arte e letteratura

Articoli

Il caso Romaeuropa - Palladium

Alla conferenza stampa del 7 febbraio non ho potuto presenziare. Seguo, da qualche giorno, questa vicenda e tento di capire, come tutti, da chi provenga l’impulso di cambiare strada, di togliere a Romaeuropa il Palladium, di ridarlo al quartiere, o riconsegnare la gestione alla Terza Università.
Leggo le cifre, ma soprattutto ho frequentato molto lo spazio in questi anni, non solo perché per me è raggiungibile a piedi, ma perché è un luogo dove sicuramente potrebbero fare di più, ma dove approdano artisti internazionali chiamati a rendere un po’ meno provinciale la nostra visione di performance dal vivo.

Il caso Romaeuropa - Palladium

Ricevo comunicazione che la stagione si esaurisce con lo spettacolo di Emma Dante. Caso vuole che dopo un po’ di latitanza dalla critica attiva, ho avuto modo di assistere ai due ultimi imperdibili spettacoli in programmazione: il Pinter di Peter Stein e Le sorelle Macaluso di Emma Dante. Dalla galleria ho potuto constatare l’esaurimento di ogni ordine di posto. Anche quelli più sfigati, tipo il mio, con la balaustra all’altezza degli occhi, laterali, qualcuno sugli scalini e qualche ritardatario addirittura in piedi.

Si chiede Monique Veaute – Presidente della Fondazione Romaeuropa

A chi da’ fastidio il nostro operato?
E per quale progetto culturale?
Le iniziative della società civile, delle fondazioni o delle associazioni private, anche quando hanno una missione di servizio pubblico, non sono gradite perché non sono in linea con la politica culturale della città?
Si preferisce ritornare a un modello dirigista dove tutto il controllo è esercitato dalla mano pubblica? Ma per quale politica culturale?
Chi l'ha capito?

Ci comunica Lidia Ravera - Assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili

Vorrei esprimere la mia riconoscenza di spettatrice, innanzitutto. E, come inevitabile corollario della mia ammirazione, esprimere la speranza che tanta energia, passione e competenza non vada perduta. Che trovi una casa, una residenza, una comunità. Nella nuova legge sullo spettacolo dal vivo, che inizia in questi giorni il suo cammino di discussioni, è previsto che Romaeuropa diventi un ente partecipato della Regione Lazio. Come il Teatro di Roma. Come Musica per Roma. Come Santa Cecilia. Come il Teatro dell'Opera.  E' un riconoscimento, oltre che un impegno.E' un primo concreto passo verso un cammino da percorrere insieme.

Alla fine di queste interessanti letture mi ritrovo da capo a dodici e mi chiedo:

Vogliono fare una scuola di teatro della Terza Università?
Vogliono usarlo come aula magna?
Vogliono riproporre la cultura del quartiere accontentando le varie associazioni che in cambio portano voti agli assessori e ai consiglieri municipal-comunali che li sostengono?
Vogliono far funzionare anche il bar, il ristorante e tutti gli spazi a disposizione per sostenere spettacoli internazionali che chiaramente hanno un costo superiore a quelli di quartiere?

 Continuerò ad indagare per capire chi ha spostato la ciotola, chi ha gridato a lupo a lupo, chi ha pensato di cambiare programmazione, di allarmare i sostenitori della nicchia culturale europea che hanno trovato, in questi dieci anni, respiro al bisogno di confronto extra-provinciale.
I soldi sono sicuro che non sono l’unico problema. Quotidianamente vengono assegnati ad minchiam finanziamenti e sostegno, fondi per ungere canali clientelari, piccoli potentati e vuoti scatoloni che si riempiono per giustificare qualche indegno sperpero di pubblici denari.
A parte il numero degli spettatori, non ho dati per giudicare sostenibile o meno la permanenza della fondazione nel teatro della Garbatella, ma indagherò e riporterò su questa pagina, libera, svincolata e contro gli sprechi, tutto ciò che non ci hanno detto e che nascondono per giustificare un cambio di gestione, ad oggi, ancora incomprensibile.

Nelle Macaluso le radici di Emma Dante

Balli, cristi e madonne alla ricerca delle radici siciliane, nazionali, umane. Una scorribanda fulminante di dodici attori cavalcati e spinti al limite dell’infarto da una regista visionaria, viscerale, sanguigna come pochi, sintetica come nessuno.

Pippo sereno ma non domo

Delbono mescola video, musica e grandi autori in cerca di una direzione da dare al suo teatro. Prima di lanciarsi in danze liberatorie, stuzzica gli abbonati sapendo che non si alzeranno mai per volteggiare con lui.

In platea c’è chi visibilmente gode del flusso creativo dell’artista visionario e chi si stizzisce provando a resistere alle sue potenti armi di seduzione. La sala si spacca e, nel vuoto, si ficcano, candidamente, i suoi attori. È tutto un gioco, anche se qualcuno si incazza seriamente e, stressato da tanta energia, si alza e lascia la sala.

Se il teatro è un'impresa che funziona

Ipotesi per una nuova strada produttiva: da Goldoni alla rivista di varietà passando per il british humor, “Servo per due” è un’operazione vincente, grazie a Pierfrancesco Favino e al Gruppo Danny Rose

Teatro di Villa Torlonia: un gioiello di architettura restituito al pubblico

Abbandonato per decenni e riportato alla luce con un meraviglioso restauro, farà parte della Casa dei Teatri

ROMA

La collaborAZIONE si fa spettacolo

ULTIM'ORA - Redazione

Dodici registi originari di nove diversi paesi, per cinque regie e due mani: un laboratorio mondiale, il World Wide Lab, che porta a Roma l’esperimento unico di un gruppo multiculturale nato a New York. Non è un caso se Bob Wilson li ha accolti in residenza a Watermill e se il prestigioso Irondale Center di Brooklyn li ha ospitati per ben due anni. I registi del WWL hanno costituito un gruppo di lavoro stabile, che annualmente si riunisce per produrre in due settimane di laboratorio (quest’anno salite a tre) uno spettacolo fatto di cinque momenti diretti a due mani. I testi, adattati o composti per l’occasione dai registi stessi coinvolgendo ben dieci attori, seguono uno stesso filo tematico (Upheaval/Distruzione e rinascita), ma presentano contenuti molto diversi fra loro, che partono dalle rispettive culture. Il risultato è un articolato melting pot, in cui si mescolano Taiwan, India, Canada, Israele, Stati Uniti, Grecia, Germania, Italia… In scena contenuti e stili profondamente diversi, magicamente mescolati per distillare un teatro ricco di contaminazioni, anche linguistiche. Al Teatro Due Roma fino al 12 ottobre.

Info: KIT Italia

Orchidee
effibriest scrive:

Che dire? un genio che non solo si conferma tale, anche in un argomento difficile come quello di un dolore personale, ma riesce a distillare delle prove tecniche superlative da ...
La Busta
Bibibessi scrive:

È possibile aggiornare le informazioni riguardanti il mio profilo e precisarle? Grazie barbara Bessi ...
Ad Anagni una “Dodicesima notte” gradevo
prosperini scrive:

grazie per la critica sulla dodicesima notte al festival di anagni; ma come attore avrei preferito che ci fossero meno righe dedicate alla trama e piu` giudizi sugli attori non ...


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