Roma Jazz Festival 2009... qualche consiglio


Il Roma Jazz Festival 2009 propone un programma ricco di grandissimi musicisti artefici di progetti sempre più originali e sperimentali.Tre concerti in particolare da seguire con attenzione: ricerca sonora e sperimentazione nel trio di Bollani, Kind of Blue Aniversary, la celebrazione del mito Davis, fatta da alcuni dei suoi più importanti e talentuosi compagni di viaggio, e….Sonny Rollins...beh il suo nome parla da solo. All'Auditorium Parco della Musica di Roma.




Romeuropa Festival 2009: Chiara Guidi parla di "Ingiuria"; la musica, il teatro, le maledizioni.

a cura di Matteo Antonaci


Lei è uno dei membri del più importante gruppo teatrale nostrano, di una compagnia la cui storia ha inciso fortemente nella sperimentazione italiana e internazionale portandosi appresso immaginari, idee rivoluzionare, eccentriche e stravaganti, visioni tanto misteriose quanto immensamente poetiche: la Socìetas Raffaello Sanzio. Chiara Guidi ha intrapreso da tempo un percorso di ricerca sul valore del suono, sul rapporto tra musica e teatro, studiato e analizzato anche nell’ultima edizione del Festival di Santarcangelo di cui ha curato la direzione. Dalla collaborazione con il musicista Teho Teardo, il violinista Alexander Balanescu e il cantante Blixa Bargeld (solista della band Einstürzende Neubauten) nasce Ingiuria, il suo ultimo lavoro. Così Chiara Guidi risponde alle domande sul suo spettacolo.

 




Es.Terni 2009: intervista a Silvia Costa/Plumes Dans la tête

a cura di Matteo Antonaci


È un teatro fatto di forme, corpi e suoni quello del gruppo Plumes dans la tête. Sin da La quiescenza del seme, Silvia Costa cerca di costruire, attraverso il movimento corporeo, delle immagini in bilico tra lo spirituale e il geometrico, tra la forma astratta e la concretezza della carne. In Figure, lo spettacolo che ha presentato al festival Es.Terni 2009, tre danzatrici descrivono, con il loro corpo, l'andamento geometrico di una linea, di un cerchio e di una superficie verticale. Da queste forme prendono vita storie cupe, immagini nere e bianche, torbide, dolci e inquietanti, capaci di superare la loro stessa natura matematica. Così Silvia Costa ci parla del suo lavoro:          
 





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