28-11-2011

Il teatro clandestino di Stefano e Roberto Marafante


Da quindici anni La Bilancia Produzioni costruisce "Passaggi Segreti" itineranti all’intero di aree archeologiche e musei della capitale



L’operazione iniziata nel ’97 come una serie di Viaggi sentimentali, letture di testi storici ambientati in parchi archeologici, ha oggi il copyright di Passaggi segreti ed è divenuto un affascinante modo di veicolare il teatro nei luoghi storici che appartengono alla storia narrata dallo spettacolo stesso. Un esempio per tutti, il Julius Caesar di Shakespeare messo in scena all’interno dei Fori (2007), con un pubblico minimo che seguiva gli attori attraverso un percorso fisico nell’area archeologica. A gestire questa complessa operazione da quindici anni La Bilancia Produzioni: una coppia di fratelli, Stefano e Roberto Marafante, che si occupano rispettivamente di organizzazione e messa in scena. A dicembre la loro ultima creazione, Una visita molto privata, è in scena a Palazzo Braschi, nell’attuale Museo di Roma, dove trova luogo la storia di due innamorati divisi dall’amor di patria, durante i moti carbonari del 1840.

"Inizialmente si trattava di letture da testi letterari, ma la cosa ci stava un po’ stretta, quindi siamo passati alla scrittura di testi drammaturgici ispirati alle opere letterarie, e quindi alla messa in scena di opere teatrali vere e proprie” racconta Stefano, che si occupa dell’organizzazione e dei molti aspetti burocratici legati al lavorare con spazi museali. “Ci sono capitati sovrintendenti diffidenti per precedenti esperienze negative, ma spesso i direttori degli spazi sono felici di collaborare con noi: è un modo nuovo di portare il pubblico e di far fruire le aree archeologiche e i musei. I nostri spettacoli sono itineranti e permettono di valorizzare l’intero luogo”. Ogni spettacolo è un’esperienza unica anche per gli attori, che  spostandosi all’interno delle varie zone sono costretti a rimisurare il personaggio in spazi diversi a ciascun cambio scena: indubbiamente un grande allenamento alla versatilità.

La peculiarità di questi spettacoli sta però soprattutto nella costruzione, curata da Roberto: “scrittura e regia vanno di pari passo, perché non si può rescindere dalla scena né dal coinvolgimento del pubblico. Si deve scrivere pensando allo spazio in cui l’attore si muoverà, a cosa il pubblico dovrà e a come potrà vederlo”. Distanza ravvicinata ed abbattimento non solo della famosa quarta parete, ma anche delle altre tre, pongono infatti il pubblico in una relazione strettissima con l’attore. “La scena inoltre è reale, più vicina ad un set cinematografico che ad un allestimento scenico, il che costringe ad una recitazione naturalistica, ma anche ad un protagonismo accentuato, per non essere sopraffatti dal contesto”. L’ambiguità fra vero e falso diventa davvero sottile, insomma, e il pubblico viene a far parte dello spettacolo, diventa testimone involontario dei fatti che si svolgono intorno a lui.

Critici ovviamente anche gli aspetti tecnici: cavi ed elementi legati a fonica e luci devono essere collocati in sicurezza ed essere invisibili,  ma anche interagire con illuminazione e caratteristiche acustiche del luogo. “Le luci sono narrative, assumono un doppio significato: sono funzionali allo spettacolo, ma devono anche tenere conto di come ambiente ed opere d’arte sono di per sé illuminati”.  La scrittura deve quindi tener conto non solo dei movimenti scenici all’interno di uno spazio particolare, ma anche delle caratteristiche e della personalità dello spazio stesso: “Esiste una stretta connessione fra questi spettacoli ed il luogo in cui vengono rappresentati, un luogo che rischia costantemente di attirare l’attenzione più dei protagonisti del testo”.

Per questa quindicesima edizione Passaggi Segreti presenta dall’1 al 18 dicembre a Palazzo Braschi Una visita molto privata, drammaturgia derivata da una corposa ricerca letteraria che passa per Stendhal (Cronache italiane), Goethe (Viaggio in Italia), Belli (Sonetti), De Sade (Histoire de Juliette) e per le incomparabili Pasquinate.

www.labilancia.it


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