Il Festival de Otoño di Madrid, realizzato con il sostegno dell’Ente Teatrale Italiano e con la collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, si appresta ad ospitare la creatività italiana.
Inaugurato il 4 novembre, l’importante appuntamento multidisciplinare spagnolo giunto alla XXVI edizione, vedrà nella sezione teatro la presenza di tre compagnie italiane a conferma della costante e crescente attenzione che le platee internazionali riservano ai nostri artisti.
In scena, come già a Berlino, la beckettiana drammaturgia di Spiro Scimone, che insieme a Francesco Sfarmeli è tra gli artisti italiani tra i più amati ed acclamati all’estero, tradotti in tutta Europa, cui sarà anche dedicata (tra novembre e dicembre) una monografia al Teatro Valle di Roma.
Il collaudato binomio Scimone-Sframeli sarà ospite dal 10 al 14 novembre prima con Nunzio, spaccato sullo squallore della quotidianità contemporanea diretto da Carlo Cecchi, poi con Bar, elegia della marginalità in dialetto siciliano per la regia di Valerio Binasco.
Accanto a loro, il regista teatrale e cinematografico Roberto Andò allestisce (13 e 14 novembre) Proprio come se nulla fosse avvenuto, ideato per il Napoli Teatro Festival 2008, messinscena di un teatro civile sul fantasma dell’emigrazione, accompagnata dalle parole di Anna Maria Ortese.
Infine, dal 25 al 29 novembre andrà in scena la Trilogia della Villeggiatura di Toni Servillo, rilettura goldoniana che vanta ormai un successo intercontinentale e che tornerà a febbraio anche sul palcoscenico del Valle di Roma, nell’ambito di una retrospettiva sui Teatri Uniti.
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