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NAZIONALE

Il Presidente Napolitano assiste alle Operette Morali per la regia di Martone

 Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione della Sua visita a Torino per l’avvio delle celebrazioni del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, sabato 19 marzo 2011, alle ore 19.00, presso il Teatro Gobetti (via Rossini, 8 - Torino) assisterà ad un’anteprima della prima parte dello spettacolo Operette morali di Giacomo Leopardi, per la regia di Mario Martone.



18-03-2011 - 

 "L’idea di Mario Martone - scrive Ippolita di Majo, dramaturg dello spettacolo - di mettere in scena le Operette morali di Giacomo Leopardi, un testo fuori dal canone della letteratura teatrale, nasce dal serrato confronto con la cultura e con la storia d’Italia del XIX secolo che lo ha impegnato negli ultimi anni di lavoro in campo cinematografico. A monte sta l’urgenza, artistica e civile, di riandare alle origini della scrittura teatrale nazionale per interrogarsi sui suoi potenziali e i suoi limiti: da Alfieri a Manzoni, appunto a Leopardi. L’intera stagione del centocinquantenario dell’Unità d’Italia, al Teatro Stabile di Torino, è costruita d’altra parte secondo questo disegno, come una sorta di viaggio ideale nella storia della nostra scrittura scenica, con la volontà di ragionare su alcuni emblematici testi fondanti dell’identità culturale unitaria".


PRIMA

Arlecchino il servitore di due padroni

Di ""
Con "Sara Allevi " "Anna De Franceschi"
Regia "Giorgio Sangati"
Al centro della commedia c'è Arlecchino, che soffre la fame, mente, corteggia, ama, finge di saper leggere, serve acrobaticamente due padroni in stanze diverse, pasticcia la trama e la risolve.

Mi amerò lo stesso

Di "Paola Turci"
Con "Paola Turci " ""
Regia "Emilio Russo"
Paola Turci è un’artista famosa, ha una vita fatta di successi, concerti, amore e musica. Un’immagine di donna forte, impegnata, volitiva, decisa. E un evento, che in qualche modo spacca in due la sua vita. Ma Paola Turci è prima di tutto una donna, che di fronte a uno specchio si riaffaccia sulla sua storia e mette le sue fragilità in gioco e le sue certezze in discussione. In un intenso monologo, che è in realtà un dialogo con la se stessa più profonda, Paola porta in scena la storia di un’evoluzione e una crescita che sono sue, ma che potrebbero essere di ognuno di noi: il suo rapporto complesso e articolato con la bellezza, la sua continua ricerca e l’ostinato fuggire da essa, le insicurezze, l’ironia, gli incontri e le esperienze, che fanno di lei la donna che è oggi. O forse solo quella che appare, mentre si guarda riflessa in quello specchio.

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