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Immagini del Living Theater alla casa dei teatri

Una mostra su Julian Beck documenta quarant’anni di attività con materiali inediti



10-05-2012 - 

Le Immagini del Living Theatre ospitate nelle sale della Casa dei Teatri documentano quarant’anni di attività di Julian Beck, figura fondamentale del teatro del XX secolo. Suoni, immagini e video costruiscono un suggestivo itinerario attraverso le produzioni principali del Living, includendo per la prima volta anche i bozzetti dei costumi disegnati per il penultimo spettacolo The Yellow Methuselah: un fondale lungo ottanta metri dipinto per un lavoro costruito su Bernard Shaw (Torniamo a Matusalemme) e Vasilij Kandinskij (Suono giallo).

Disegni che testimoniano la più ampia impresa pittorica di Julian Beck sull’interpretazione di Kandinskij, uno tra gli ispiratori dell’avventura del Living. Dal 1977 al 1983 la compagnia ha attraversato in Italia più di 175 tra città e paesi, presentando al pubblico italiano opere che hanno cambiato la fisionomia e il senso del teatro, coniugandolo con l’impegno civile e politico di quegli anni.

Accanto ai bozzetti dei costumi, la locandina e gli articoli dell’epoca, mentre quattro monitor proiettano le riprese di alcuni spettacoli e le prove del Living Theatre insieme ad altri momenti della vita di Julian Beck: suggestioni sonore e visive e un montaggio di foto e testi. Parallelamente alla mostra, due incontri di approfondimento con i Motus (sabato 12 maggio ore 15 ) e con Franco Ruffini, professore di Storia del teatro (domenica 13 maggio ore 11.30).

Ingresso Libero - 11 maggio - 24 giugno - www.casadeiteatri.culturaroma.it


PRIMA

Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni

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Con "Daria Deflorian " "Antonio Tagliarini"
Regia "Daria Deflorian"
Punto di partenza e sfondo del lavoro è una immagine forte, tratta dalle pagine iniziali del romanzo L’esattore dello scrittore greco Petros Markaris, scritto nel 2011. Siamo nel pieno della crisi economica greca quando vengono trovate le salme di quattro donne, pensionate, che si sono tolte volontariamente la vita. «…Abbiamo capito che siamo di peso allo Stato, ai medici, ai farmacisti e a tutta la società –spiegano in un biglietto – Quindi ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni. Risparmierete sulle nostre pensioni e vivrete meglio».    Non un racconto, né un resoconto, ma un percorso dentro e fuori queste quattro figure di cui non si sa nulla se non la tragica fine. Un percorso fatto di domande e questioni che sono le loro, ma sono soprattutto le nostre.  

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