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NAZIONALE

I am not a penguin: al Brancaccio arriva la stand-up comedy all’inglese

John Peter Sloan arriva a Roma con il suo primo spettacolo in italiano

13-05-2012 - 

Dopo essersi esibito per 15 anni in tutta Europa con la sua rock band, John Peter Sloan si stabilisce in Italia per insegnare l’Inglese inventando una didattica-spettacolo che sarà anche oggetto di best sellers in edicola e in libreria. Profondo conoscitore di vizi e virtù nostrane, scrive sketch e spettacoli sullo shock culturale di un inglese al suo arrivo in Italia, approdando alle scene di Zelig, prima, e di grandi teatri, poi. Il 15 maggio il Brancaccio ospiterà il suo primo spettacolo interamente in italiano, I am not a penguin, scritto con l’amico e coautore Antonio De Luca: caustica ed esilarante stand-up comedy che ritrae implacabilmente le differenze fra Inghilterra ed Italia. Per insegnare al pubblico come trovare la comicità in ogni aspetto della propria vita, partendo dalle sue esperienze personali.

www.teatrobrancaccio.it


PRIMA

Falstaff

Di "Giuseppe Verdi"
Con "" ""
Regia "Damiano Michieletto"
Falstaff è l'ultima opera di Giuseppe Verdi. Il libretto è di Arrigo Boito. Fu tratto da Le allegre comari di Windsor di Shakespeare, ma alcuni passi furono ricavati anche da Enrico IV, il dramma storico nel quale per la prima volta era apparsa la figura di Sir John Falstaff. Damiano Michieletto ambienta l’opera all’interno di Casa verdi. La casa di riposo voluta da verdi per gli anziani musicisti indigenti.  L'anziano e corpulento Sir John Falstaff, alloggiato con i servi Bardolfo e Pistola presso l'Osteria della Giarrettiera, progetta di conquistare due belle e ricche dame: Alice Ford e Meg Page. A questo scopo invia alle due comari altrettante lettere d'amore perfettamente identiche. La circostanza scatena lo sdegno e l'ilarità di Alice e Meg che, insieme alla comare Quickly e a Nannetta (la figlia di Alice, innamorata del giovane Fenton, ma promessa dal padre al pedante Dottor Cajus), progettano una burla ai danni dell'impudente cavaliere, tale da togliergli la voglia di atteggiarsi ad ardente seduttore. Dal canto loro, Mastro Ford e il Dottor Cajus, informati dai servi di Falstaff delle intenzioni del padrone, si preparano a contrastarlo ideando a loro volta uno scherzo all'insaputa delle donne, finché tutti, uomini e donne, si coalizzeranno per giocare a Falstaff l'ultima spettacolare burla. Finalmente Falstaff riconosce il servo Bardolfo e comprende di essere stato, una volta ancora, gabbato e, ritrovata l'antica baldanza, detta la morale della storia: «Tutto nel mondo è burla».

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