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Un weekend sul palco

Il pubblico è di scena all'India il 23 e il 24 giugno: in 200 per sperimentare il teatro



19-06-2012 - 

Due giornate dedicate all’esperienza diretta del palcoscenico, ma solo per 200 fortunati spettatori, che per un intero weekend potranno oltrepassare la quarta parete entrando nel magico perimetro del palcoscenico.

L’Atelier dei 200 è un’iniziativa prevista in sei città europee dal progetto Atelier dei 1000, condiviso da sei teatri membri dell’Unione dei Teatri d’Europa che nell’arco del 2012 realizzano il medesimo esperimento. Accanto alla MC93/Maison de la Culture di Bobigny, allo Schauspielhaus di Graz in Austria, al Teatro Sfumato di Sofia in Bulgaria, al Teatro Nacional São João di Porto, al Maxim Gorki Theatre di Berlino, il Teatro India di Roma ospita il format rivolto a non professionisti del teatro, ma a liberi cittadini, giovani, adulti, studenti selezionati attraverso i canali web del Teatro di Roma e interessati a condividere l’intera durata dei lavori. Condotto dai registi: Gabriele Lavia (su L’infinito di Giacomo Leopardi), Claudio Longhi (testi di autori latini e italiani), Vincenzo Pirrotta (Edipo re di Sofocle) e Pierpaolo Sepe (Come certi animali di Andrej Longo). E quando si condivide il palcoscenico succede per forza qualcosa.


PRIMA

Elvira

Di "Brigitte Jaques"
Con "Toni Servillo " "Petra Valentini"
Regia "Toni Servillo"
Tratto da Elvire Jouvet 40 di Brigitte Jaques, e rappresentato per la prima volta al Théâtre National de Strasbourg nel 1936, lo spettacolo è la trascrizione integrale di sette lezioni tenute al Conservatoire National d’Art Dramatique di Parigi, tra il febbraio e il settembre del 1940, da Louis Jouvet, regista e attore di teatro e di cinema. Queste lezioni, che Jouvet volle stenografate, vertono su un’unica scena del Don Giovanni di Molière: l’addio di Elvira al suo antico amante (atto IV). Don Giovanni accompagnato dal fido servitore Sganarello, assiste all’irruzione in casa sua di Elvira che, in nome dei sentimenti che provò un tempo per lui, è venuta a scongiurarlo di abbandonare la vita scellerata per sottrarsi al castigo divino. In scena Jouvet  e la giovane allieva Claudia danno vita ad una profonda relazione maieutica.

Il secondo figlio di Dio

Di "Manfredi Rutelli"
Con "Simone Cristicchi " ""
Regia "Antonio Calenda"
Luglio 1878. In cima a una montagna, davanti a una folla adorante di quattromila persone, un uomo si proclama reincarnazione di Gesù Cristo. L’inizio di una rivoluzione possibile, che avrebbe potuto cambiare il corso della Storia. Il secondo figlio di Dio è ispirata alla vicenda incredibile, ma realmente accaduta, di David Lazzaretti, detto il “Cristo dell’Amiata”.

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