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Eimuntas Nekrosius - Nekrosius Eimuntas
Eimuntas Nekrosius - Nekrosius Eimuntas
Biografia:
Dal 1997 Nekrosius ha iniziato la sua fantastica riflessione su Shakespeare. Ed è proprio con la trilogia shakespeariana: Amleto (prima edizione 1997), Macbeth (prima edizione 1999) e Otello (prima edizione 2001), che Nekrosius ha sedotto il pubblico internazionale con le sue partiture visive che usano e fanno vivere in scena materiali originari, essenziali, evocando sentimenti ed emozioni primordiali. La sua intuizione di introdurre elementi gestuali, suoni e sensazioni del tutto autonomi rispetto al testo, è assolutamente inedita e geniale. Il risultato sono spettacoli paralleli, opere ricche di risonanze simboliche, che svelano gli stati d’animo dei protagonisti e aprono nuove porte espressive e interpretative. Un coinvolgente universo creativo che riflette uno dei rari approcci davvero innovativi al teatro contemporaneo. Materia dell’immaginario, connubio fra natura e cultura, il teatro di Nekrosius è il frutto di un lavoro complesso. Ciò che arriva alla scena è il prodotto di un severo e continuo sfrondamento fino all’essenziale strutturale con uno scopo assai ambizioso e difficile: essere semplici. Il rigore deduttivo e la libera associazione sembrano essere parti costitutive del lavoro teatrale. In questo teatro materico e primario, anche i corpi degli attori sono usati come funzioni, impiegati a rappresentare fenomenicamente l’azione. Si potrebbe forse dire che tutto ciò che si vede, è. Ogni dimensione – che sia psicologica, o sia sogno, o sia visione, che sia passato o futuro – è portata in scena, davanti agli occhi degli spettatori: l’assoluta evidenza scenica del teatro, della rappresentazione dal vivo, attua il confronto con l’immateriale, con le sue moltiplicazioni e i suoi echi, mediante la materializzazione in oggetti. Per ognuno dei tre spettacoli che compongono il suo lavoro, Nekrosius ha fatto una precisa scelta delle materie primarie da usare in scena, in Amleto fuoco e ghiaccio, in Macbeth le pietre, in Otello l’acqua. A proposito di questa scelta Nekrosius dice: “Gli elementi sono semplicemente degli elementi che vanno bene… e quando trovi l’elemento giusto per una scena senti di volerlo usare nelle altre scene, fargli vivere una vita più lunga e più articolata all’interno dello spettacolo.” (La Repubblica, 02/03/2001) Dalla disposizione, giustapposizione o contrasto degli elementi, tutti interamente visibili, prende corpo la drammaturgia, comincia lo spettacolo. Per leggere correttamente il teatro di Nekrosius, così essenziale e atipico, bisogna provare a partire da categorie fondamentali, capienti contenitori che permettano di muoversi sullo stesso terreno universale.
Spettacoli
Faust
(Regista)
Anna Karenina
(Regista)
Otello
(Regista)
Amleto
(Regista)
Macbeth
(Regista)
Il giardino dei ciliegi
(Regista)
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