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Negli spettacoli di Roma

Filumena Marturano

Regia di - Francesco Rosi
Al teatro Argentina di Roma
dal 11.11.2009 al 29.10.2009

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Filumena e il coraggio della disperazione: il teatro di Eduardo torna in scena con la regia di Francesco Rosi



Trama:

Definita dallo stesso autore come “commedia sociale”, Filumena Maturano racconta la vita di una donna del popolo, ex prostituta, tolta dal postribolo da un napoletano borghese e benestante, Domenico Soriano e mantenuta per venticinque anni nella casa di lui come amante, pur se in condizioni di inferiorità.


...continua

Recensione:

“I figli so’ figli!” . Si apre e si chiude così, emblematicamente, lo splendido lavoro di Eduardo che ha come protagonista centrale, eccezionalmente, una figura femminile. Espressamente scritto per la sorella Titina nel 1946, i testo prende spunto da un tema sociale all’epoca in fase di dibattito presso l'Assemblea Costituente: il diritto-dovere di riconoscimento dei figli illeggittimi.

L’opera è costruita ll’interno di un quadro socio-culturale molto ben definito, la Napoli dei “bassi”, trasudanti miseria e dignità, in contrapposizione alla città “bene”, che spensieratamente e a tratti inconsapevolmente sfrutta ed umilia lo stuolo di poveri concittadini. Ma in gioco vengono messi sentimenti fondamentali, la cui universalità finirà per travolgere tutti i personaggi in causa.

L’istinto materno è infatti la sola molla che fa ribellare Filumena dopo anni di silenziosa sottomissione, inducendola all’inganno che è la sola via per assicurare un nome ai tre figli illegittimi generati di nascosto da tutti.
Specularmene, la paternità sarà alla fine la sola spinta in grado di condurre Domenico Soriano all’altare ad al riconoscimento dei tre ragazzi, pur sapendo che solo uno è il suo vero figlio.

Il dramma secondo i cannoni del teatro Eduardiano si consuma fra acuta ironia e profonde riflessioni esistenziali grazie soprattutto al mirabile utilizzo di una lingua che è al tempo stesso evocativa, metaforica, descrittiva e profondamente filosofica. Intelligente e lucida, a dispetto dell’analfabetismo e delle umili origini, Filumena ha ben chiari il suo scopo e le sue scelte e si dimostra un’acuta conoscitrice del genere umano, o almeno dell’uomo che è al suo fianco da venticinque anni e che invece sembra non essersi reso conto di nulla.

Filumena è un personaggio molto forte per l’Italia degli anni quaranta: prostituta, esclusa dalla società, donna venale e corrotta che ha l’ardire di parlare con la Madonna e di “incastrare” un ricco e potente signorotto. Eppure da subito traspare un animo disperatamente coraggioso che in qualche modo, malgrado tutto, è innegabilmente dalla parte della ragione. Dall’altra parte Don Mimì è una sorta di tronfio fantoccio, troppo preso da se stesso e dalla propria arroganza per rendersi conto di quante umiliazioni infligge alla compagna di una vita. E solo nel momento in cui entrano in gioco i figli i loro  ruoli trovano un senso oggettivo che entrambi sono costretti ad accettare. Filumena lo fa nel corso degli anni, scegliendo di farli nascere, Domenico è costretto a farlo su finale dell’opera, riconoscendo loro il nome di Soriano.

Nel finale commovente e catartico, l’incapacità di piangere che le viene rimproverata come mancanza di cuore, demonicità quasi, si delinea invece come sintomo di eterna negazione – e si scioglie, quando, sistemati i figli, trova finalmente il proprio posto nella società e nella famiglia. Solo allora può concedersi il lusso più esclusivo: quello di lasciarsi andare al sincero pianto liberatorio per una felicità compiuta.

La regia d’eccezione di Francesco Rosi porta in scena attori magistrali, a partire dai due protagonisti, Lina Sastri e Luca De Filippo, ineccepibili portavoce della lunga tradizione di rappresentazioni, che ha visto nel tempo avvicendarsi nei loro ruoli i principali esponenti della tradizione teatrale italiana. Accanto a loro un coro di personaggi secondari tutti assolutamente in parte e una scena bella ed efficace, austero interno d’epoca, reso secondo sintetici ed eleganti canoni moderni.






Curiostà:

Presentata per la prima volta al Politeama di Napoli il 7 novembre 1946, Filumena Marturano è, delle commedie di Eduardo, la più rappresentata in tutto il mondo. Accanto ad Eduardo l’opera è stata infatti portata in scena da Titina quindi da Regina Bianchi e Pupella Maggio, dopo di loro si sono avvicendati stuoli di illustri nomi italiani ed esteri, oltre alla famosa interpretazione cinematografica diretta da Vittorio De Sica con Sofia Loren e Marcello Mastroianni.

DATI TECNICI
Genere: Drammatico
Durata: 0


CAST
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