C’è smarrimento politico da parte degli elettori che si riflette sui comportamenti da mantenere in famiglia, sulle relazioni da intrattenere con gli altri. Una confusione che entra nella quotidianità del cittadino italiano contemporaneo, in bilico su una corda sottile sospesa tra un mondo ideologizzato ed uno senza ideologie, in cui ogni caduta potrebbe essergli fatale. L’affetto, l’amore prende il sopravvento e si può sorridere della crisi della politica italiana con grande leggerezza.
Roberto D’Alessandro scrive, dirige e interpreta questa commedia frizzante in modo spensierato ma non troppo. Costringe i personaggi a muoversi negli spazi angusti di un salotto che ha piuttosto l’aria di un piccolo parlamento, in cui le voci dissonanti dei rispettivi protagonisti si coprono l’un l’altra e il dialogo si perde nel trambusto delle opinioni gridate all’italiana.
Principale bersaglio di questo spettacolo non è però la politica, piuttosto l’elettorato, che perso tra passato e presente non sa rinunciare alle contraddizioni tipiche di una società borghese, in cui capitalismo e comunismo si confondono in un pot-pourri dalle ideologie confuse, tenute in piedi solo da un’iconografia nostalgica, senza più valore. Così gli inni di un tempo si riducono a suonerie da cellulare, gli slogan meri brand names sulle t-shirt dei protagonisti, tanto più che i figli non riescono a riconoscerne i significati e preferiscono scimmiottarli.
Una generazione si confronta con l’altra attraverso la lettura di un diario di gioventù ritrovato da Oba (Simon Tagliaferri) il cameriere della Costa d’Avorio al servizio della famiglia creata da D’Alessandro. Egli, facendo il verso ad Obama, con la sua figura ottimista e carismatica, rassicura e comunica speranza sia dentro che fuori dal palcoscenico.
Divertentissime Pia Engleberth nei panni di una madre militante che non riesce a perdonare la spensierata candidatura del figlio nelle fila di un partito avversario e la figura goliardica della zia calabrese interpretata da Maria Lauria, che a colpi di dialetto e battute “piccanti” riesce a strappare più di una risata al pubblico in sala.
D’Alessandro ha il merito di riuscire a ricreare un’atmosfera familiare, dove tutti possono immedesimarsi in alcuni dei tratti fumettistici dei personaggi. Gli spettatori riconoscono i propri figli nei personaggi interpretati da Romano Fortuna e Claudia Campagnola, giovani e promettenti attori di questa simpatica commedia agrodolce.
Molte risate, tempi veloci e una serata piacevolmente passata fuori casa.