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Assunta Pertuso (e le splendide illusioni dell'amore)

Al teatro Nuovo Teatro Colosseo di Roma
dal 29.04.2008 al 04.05.2008





Trama:
Ecco a voi una distesa di rifiuti dove un siparietto sta in piedi in mezzo al nulla e due strampalate marionette consumano il loro tempo nella logora ripetizione di un “grande numero” fatto di storie bislacche e canzoncine beffarde, celebrano il ricordo degli zingari che le accudivano e che le hanno poi perse nell’immondizia, aspettano il fantomatico Pertuso perché le liberi dall’oppressione delle loro maschere e dei loro camuffamenti ma il cui arrivo non segnerà altro che l’epilogo di ogni possibile storia.
...continua


Recensione:
Se la metafora ha un’espressione visibile, questa pare essere la forma a cui si assiste. La scena è vuota, spezzata solo da un sipario, oggetto scenico che fa da tramite per la trasformazione degli attori sul palcoscenico. Gli attori sono due ed entrambi hanno un doppio che si svela dopo il cambio d’abiti dietro il siparietto. Le luci sono statiche. Le musiche o altri suoni assenti. Risuonano melodie nel cantilenante cadenzare ritmato delle battute degli attori. Gli attori interpretato marionette di porcellana, costrette a ripetere la stessa scena di un balletto non appena qualcuno apre la scatola imbottita in cui sono contenuti. Sono marionette nel ruolo di attori, costrette ad inventare nuovi numeri per alimentare l’illusione di poter stupire, incantare, interessare ancora a qualcuno. E’ qui rappresentata la condizione umana colta nel suo accostarsi all’esperienza dell’abbandono. Tale condizione viene evidenziata dall’utilizzo di marionette, metafora dell’essere incapace di definire il suo destino, scritto da altri, stabilito da altri. Come ogni attore in scena attende la luce su di sé per recitare la sua parte, così Mirko Feliziano e Beatrice Ciampaglia impersonano due marionette chiuse in una scatola in attesa che una mano zingara la apra per dar loro uno spiraglio di vita. Terrorizzati all’idea di un futuro buio e silenzioso si affidano all’illusione dell’amore, dell’emozione, della morte pur di non giacere insonnoliti in vuota attesa, proprio come due marionette di indole beckettiana, in attesa di un fantomatico "pertuso" che toglierà loro ogni speranza. La messa in scena ha la debolezza di non riuscire a tener desta l’attenzione del pubblico. Seppur bravi, gli interpreti recitano dialoghi tanto vuoti da lasciare perplessi, se non annoiati gli spettatori. Ed in assenza di uno sviluppo narrativo del testo come di una risoluzione agli accadimenti, si avverte la spiacevole sensazione di aver assistito alla messa in scena di una metafora. Niente è successo in realtà. La finzione pesa più del reale ma il suo peso specifico è inconsistente.


Curiosità:
Assunta Pertuso (e le splendide illusioni dell'amore) è al contempo uno spettacolo sull'affettività e sulla labilità della definizione di identità - dell'essere umano, dell'attore e dei suoi personaggi.
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COMPAGNIA
DATI SPETTACOLO
Genere: NON SPECIFICATO
Durata: 60

CAST
News
La collaborAZIONE si fa spettacolo

Dodici registi originari di nove diversi paesi, per cinque regie e due mani: un laboratorio mondiale, il World Wide Lab, che porta a Roma l’esperimento unico di un gruppo multiculturale nato a New York. Non è un caso se Bob Wilson li ha accolti in residenza a Watermill e se il prestigioso Irondale Center di Brooklyn li ha ospitati per ben due anni. I registi del WWL hanno costituito un gruppo di lavoro stabile, che annualmente si riunisce per produrre in due settimane di laboratorio (quest’anno salite a tre) uno spettacolo fatto di cinque momenti diretti a due mani. I testi, adattati o composti per l’occasione dai registi stessi coinvolgendo ben dieci attori, seguono uno stesso filo tematico (Upheaval/Distruzione e rinascita), ma presentano contenuti molto diversi fra loro, che partono dalle rispettive culture. Il risultato è un articolato melting pot, in cui si mescolano Taiwan, India, Canada, Israele, Stati Uniti, Grecia, Germania, Italia… In scena contenuti e stili profondamente diversi, magicamente mescolati per distillare un teatro ricco di contaminazioni, anche linguistiche. Al Teatro Due Roma fino al 12 ottobre.

Info: KIT Italia




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