Recensione:
Sono centinaia solo in Italia le compagnie teatrali che ogni anno affrontano questa mise en scène che rivolta come un guanto ogni personaggio, stravolge i dialoghi portandoli al ridicolo, propone colpi di scena a ripetizione, creando così un susseguirsi ininterrotto di situazioni comiche dal dolce retrogusto borghese che ritraggono perfettamente l’atmosfera di giocosa leggerezza della belle époque. E’ l’equivoco il vero protagonista della commedia, la confusione di vicende portate all’estremo in un crescendo di difficoltà per i personaggi; e il divertimento dello spettatore sta tutto nel vedere in che modo debbano arrabattarsi per uscire fuori da imbrogli a volte paradossali.
E l’approccio della regia di Andrea Brambilla è anch’esso classico, quasi rispettoso: il testo di Feydeau rimane intatto, non soccombe sotto il peso di grandi individualità come quelle dei due comici milanesi e degli altri meritevoli attori del cast (su tutti uno strepitoso Camillo Mili nei panni della signora Aigreville); anzi, sono proprio le qualità dei singoli interpreti a mettersi al servizio della perfetta macchina scenica dell’autore francese: tanto per fare un esempio, questa volta le “gerarchie” si invertono e tocca a Nino Formicola la parte più da caratterista.
Sarto per signora rappresenta probabilmente una svolta nel percorso di Zuzzurro e Gaspare; una sfida di caratura diversa tesa più che a che a cercare la risata facile grazie all’idea ormai consolidata che il pubblico ha maturato della celebre coppia, a mettere in risalto ogni sfaccettatura narrativa di un’opera divertente e impegnativa al tempo stesso. Una sfida vinta con merito.
|