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Negli spettacoli di Roma

Makilé. La bambina nel grande serpente

Al teatro Abarico di Roma
dal 11.03.2008 al 16.03.2008





Trama:
La visione fiabesca di una bambina si sposa con la dura realtà di Corviale, il palazzo lungo un chilometro che a Roma chiamano il “Serpentone”. Su questo palazzo esistono storie e leggende metropolitane ed in esso si intrecciano storie di vita ed esistenze reali, come quella di Makilé.
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Recensione:
Questo spettacolo, presentato da Teatro Forsennato, si inserisce perfettamente all’interno della sesta edizione di UBUSETTETE, Fiera di alterità teatrali, dedicata al teatro d’innovazione ed autoprodotto. In linea con lo spirito della rassegna, propone un canovaccio molto valido di Dario Aggioli, ottimamente interpretato da Stefania Papirio e superbamente accompagnato in scena dalle improvvisazioni musicali del Trio Naga, composto da Errico de Fabritiis, Giuseppe Savino e Giulio Maschio. Makilé, la bambina nel grande serpente, è una bambina nata e cresciuta a Corviale, il palazzo lungo un chilometro che a Roma chiamano “Il Serpentone”. Con semplicità racconta le sue esperienze, accompagnando lo spettatore attraverso un percorso di vita e di sofferenza. Il linguaggio innovativo di questa messa in scena consiste nella composizione melodica della voce dell’interprete con le voci degli strumenti, fiati e percussioni, che insieme si animano e danno vita ad un racconto fra il fiabesco ed il reale. Makilé racconta la sua infanzia nell’immenso palazzo, i nascondigli, i mondi inventati, i rumori. Dà un peso specifico alle presenze e soprattutto alle assenze. Nel suo mondo di bambina, durante il tempo cerchio delle sue giornate, fra la scuola e la casa, dipinge con delicata evidenza la sofferenza che cresce sempre più. La realtà di Makilé è troppo dura e difficile da sopportare per una bimba e così lei, fin dall’inizio la sostituisce con una versione immaginaria: ecco allora che il padre spacciatore diventa un mago che col suo camioncino va a distribuire polverine e pozioni magiche, ecco che la pasta scotta diventa deliziosa e colorata, ecco ancora che il micromondo del “Serpentone” diventa un luogo in cui nascondersi e giocare con amici di fantasia, ecco poi che la costruzione stessa diventa un mostro vivente e rumoroso che spaventa la piccola quando è a casa sola. Ecco ancora che i baci della sua mamma scandiscono il tempo delle sue giornate e le regalano quel sollievo e quel calore che Makilé regala anche al suo pubblico. Ma anche superata l’infanzia Makilé continua a distorcere la realtà e quindi la clinica per disturbati mentali diventa un castello bianco con un principe bellissimo vestito di bianco ed un’infermiera-cameriera personale che le dispensa caramelline dopo la colazione, dopo il pranzo e dopo la cena; le pareti bianche del castello sono lisce come l’acqua quando lava. Ed ancora la morte che sta portandosi via la mamma diventa la dama nera che Makilé non riesce mai ad anticipare. Stefania Papirio interpreta una Makilé ancora tanto infantile che corre sulla scena ed in platea scompigliando gli increduli spettatori. Parallelamente le improvvisazioni musicali scompigliano gli animi degli ascoltatori attoniti, trascinati in quel mondo di fantasia creato dalla protagonista per sostituire una realtà troppo dura ed impietosa. Ed insieme alle sue parole, gli strumenti raccontano le melodie dell’animo di una bimba che nel profondo si rende conto di non riuscire proprio a scegliere se vivere una favola o sognare la realtà.


Curiostà:
C’era una volta una scelta da fare: vivere una favola o sognare una realtà?
DATI TECNICI
Genere: NON SPECIFICATO
Durata: 40

Addatamento: Dario Aggioli
CAST
Stefania Papirio (Attore)
Dario Aggioli (Adattamento)
Giulio Maschio (Compositore)
Giuseppe Savino (Compositore)
Errico de Fabritiis (Compositore)
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