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Il Ritorno

Al teatro Piccolo Eliseo di Roma
dal 06.12.2011 al 18.12.2011

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Trama:
Tra accuse e recriminazioni, il ritorno a casa dalla prigione è l'occasione unica per fare i conti, chiarirsi e capire i motivi che hanno condotto una ragazza a delinquere.
...continua


Recensione:

E' senza dubbio un piccolo grande spettacolo, piccolo ovviamente nei mezzi (l'impianto scenico consta infatti di un fondale nero tre sedie e una panchina) e grande nella forza con la quale sia il testo, del talentuoso Sergio Pierattini, che la recitazione sprigionano in maniera violenta l'estrema verità di un interno familiare di provincia. Il contesto sociale è quello bergamasco ma allo stesso tempo simile a quello di tante altre realtà del nostro centro nord: operoso e attivo ma anche denso di profonde contraddizioni. Contraddizioni che nei rapporti con gli immigrati diventano talvolta laceranti e distruttive. La storia è quella di un intricato e complesso modo di vivere i rapporti familiari, attraverso un particolare ma anche riconoscibile linguaggio degli affetti al quale i protagonisti si attaccano come naufraghi in cerca di un epilogo positivo, al di là della crudezza degli eventi. E' una tragedia familiare dove i rapporti si sviluppano nel loro quotidiano sotto il peso di un evento tragico avvenuto anni prima, che ha sconvolto tutti e che è all'origine dell'assenza della figlia. Pian piano si percepisce che è successo qualche cosa di grave, che verrà svelato solamente alla fine.

Veronica Cruciani, regista tra le più interessanti della nuova scena teatrale italiana, ma anche attrice protagonista dello spettacolo, ha voluto indagare il rapporto che esiste fra territorio e chi il territorio lo vive attraverso il lavoro e il retaggio culturale, ovvero i nuclei familiari che lo abitano. Gli incontri con la gente del posto, le interviste, la conoscenza dei loro pensieri e ricordi ha portato ad un’attenta ricostruzione delle trasformazioni in atto a livello di provincia che però, in scala, sono anche manifestazione dei cambiamenti dell’intera penisola. Sergio Pierattini è un drammaturgo che ama scavare tra le parole, cesellarle sotto la superficie di uno slang quotidiano capace di rivelare l'anima nascosta dei suoi personaggi. La pièce fotografa lucidamente il disorientamento di una provincia italiana alla deriva tra intolleranza e vuoto di valori. In scena un quartetto di attori veramente all'altezza del rigore del testo: straordinaria l'impetuosa madre di Milvia Marigliano, ipnotico e spettrale il padre di Gigio Alberti, commovente l'inutile ribellione di Alex Cendron nei panni del fratello.

Uno spettacolo intenso che come pochi riesce a toccare le corde più riposte dell'animo umano sollecitando lo spettatore ad una doverosa e profonda riflessione sulla vita.




Curiosità:
Una tragedia familiare dove i rapporti si sviluppano nel loro quotidiano sotto il peso di un evento tragico avvenuto anni prima, che ha sconvolto tutti e che è all'origine dell'assenza della figlia.
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COMPAGNIA
DATI SPETTACOLO
Genere: NON SPECIFICATO
Durata: 80
Sergio Pierattini (Autore)
Veronica Cruciani (Regista)
Paolo Coletta (Compositore)
Barbara Bessi (Costumi)
Gianni Staropoli (Luci)

CAST
Alex Cendron (Attore)
Gigio Alberti (Attore)
Milvia Marigliano (Attore)
News
La collaborAZIONE si fa spettacolo

Dodici registi originari di nove diversi paesi, per cinque regie e due mani: un laboratorio mondiale, il World Wide Lab, che porta a Roma l’esperimento unico di un gruppo multiculturale nato a New York. Non è un caso se Bob Wilson li ha accolti in residenza a Watermill e se il prestigioso Irondale Center di Brooklyn li ha ospitati per ben due anni. I registi del WWL hanno costituito un gruppo di lavoro stabile, che annualmente si riunisce per produrre in due settimane di laboratorio (quest’anno salite a tre) uno spettacolo fatto di cinque momenti diretti a due mani. I testi, adattati o composti per l’occasione dai registi stessi coinvolgendo ben dieci attori, seguono uno stesso filo tematico (Upheaval/Distruzione e rinascita), ma presentano contenuti molto diversi fra loro, che partono dalle rispettive culture. Il risultato è un articolato melting pot, in cui si mescolano Taiwan, India, Canada, Israele, Stati Uniti, Grecia, Germania, Italia… In scena contenuti e stili profondamente diversi, magicamente mescolati per distillare un teatro ricco di contaminazioni, anche linguistiche. Al Teatro Due Roma fino al 12 ottobre.

Info: KIT Italia




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