Recensione:
Con una garbata tenerezza ormai desueta, due persone attraversano insieme l’esistenza tenendosi per mano. Un uomo e una donna, due ragazzi eternamente giovani, ed eternamente innamorati, a modo loro, di quanto di più bello, e difficile, può offrir loro il mondo.
Ripongono con cura dentro il cuore il segreto di un’amicizia rara, di cui si fanno reciprocamente dono. Custodiscono gelosamente la chiave del loro affetto, unico davvero, coltivandolo come il fiore all’occhiello della loro vita.
Instancabili, due singolari personaggi alimentano l’arte e la pazienza di raccoglierne e gustarne, giorno dopo giorno, l’inesauribile frutto dal nome e dal sapore ignoti.
Tutto in una penna, appendice delicata di ciò che di più intimo gli uomini possiedono: nel suo inchiostro l’inarrivabile valore di uno rapporto epistolare mantenutosi intatto dall’infanzia.
Le descrizioni di giornate vuote e apparentemente sempre uguali, gli scambi di vedute su futili argomenti, le prime timide speranze nel futuro. Ma anche il rapporto con i propri genitori, gli inviti ai balli studenteschi, quasi sempre disattesi. E i primi, focosi amori, deludenti come gli ultimi.
Tutto suonava così maledettamente ostinato e irriducibile, così benedettamente bello e romantico in quell’oceano di parole, adagiate su missive ignare della fatica, a declinare un alfabeto appassionato e grezzo come un diamante, tenero e intimo come una carezza.
Valeria Valeri e Paolo Ferrari ci regalano esattamente questo: passione, purezza e tenera intimità, rendendo pienamente il senso dei momenti indimenticabili di una lunga e inesplicabile storia d’amore. Davvero si è avuta l’impressione che Paolo e Andy fossero lo stesso, timido e compassato adolescente, e che Valeria avesse la stessa allegra curiosità della vita della Melissa sbarazzina e di buona famiglia. Sulla volta di un sobrio palcoscenico abbiamo visto, grazie a loro, le stelle di un cielo che non conosce tramonto, se non quello ineluttabile della vita.
I due protagonisti di Lettere d’amore vivono nelle più piccole sfumature della voce, nei versi leggeri come sorrisi, e in quelli bagnati dalle lacrime, nelle parole trasportate dalla brezza della gioventù o sferzate dalla tramontana di una vecchiaia che avvizzisce la pelle, ma dirada le nuvole, e infine fa brillare un nuovo sole.
Una scrittura ricca di emozioni, che ruota attorno alla costruzione di un amore ingenuo, una semplicità che rifugge gli artifici, per una rappresentazione intensa, fatta di continua e complice partecipazione.
E del talento di due grandi attori, che di ogni gesto cercano il senso, schivando il vuoto scalpore di facili effetti.
Rapiti e commossi, ci accorgiamo di aver sbirciato il fedele carteggio che ha accompagnato la vita di Andrew e Melissa, vera coppia senza saperlo, nel viaggio senza sosta da un capo all’altro del mondo, che li ha avvicinati ogni giorno di più.
Fino all’ultimo hanno pronunciato, e ascoltato, soltanto parole d’Amore.
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