Recensione:
Dopo la trionfale tournée dello scorso anno, il Balletto di Mosca "La Classique” torna a esibirsi in grandi e piccoli teatri italiani con una produzione tutta nuova del balletto romantico per eccellenza: Giselle.
La versione coreografica a cura di Alexander Vorotnikov, che collabora con la compagnia da ormai 15 anni, è infatti totalmente inedita per il pubblico italiano. Si ispira a pieno alla concezione ottocentesca della figura femminile: l’idea della donna come creatura leggiadra, effimera, è resa dai movimenti delle danzatrici soliste attraverso una combinazione di passi che alterna sofisticati equilibri e slanci ariosi a veloci e ritmiche legazioni di piccoli salti, che richiedono una proprietà tecnica di altissimo livello.
Proprio la grande competenza tecnica è, infatti, il punto di forza della compagnia. I solisti spiccano certamente per l’abilità e la precisione, ma il corpo di ballo stupisce nelle scene di gruppo per la totale simultaneità anche nei più piccoli spostamenti e nella pulizia della coordinazione corale.
Se proprio un appunto si deve fare, bisogna ammettere che la prestazione dal punto di vista espressivo non si pone allo stesso elevato grado di quello tecnico. Molte sono le scene in Giselle che necessitano di essere completamente affidate alla bravura mimico-attoriale dei danzatori: si tratta di momenti cruciali nello svolgimento della storia, che pur non essendo supportati da articolazioni coreografiche particolarmente complesse andrebbero sottolineati con una carica emotiva più che intensa, elemento questo che è risultato essere, invece, un po’ carente nella resa scenica.
Nel complesso non si può mettere in dubbio l’alta qualità dello spettacolo, e si aspettano ulteriori conferme dalle altre due produzioni che la compagnia sta proponendo in tournée: Lo Schiaccianoci e Il Lago dei Cigni.
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