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L'uomo, la bestia e la virtù

Regia di - Fabio Grossi
Al teatro Carcano di Milano
dal 05.03.2008 al 16.03.2008





Trama:
La commedia nasce da una novella, Richiamo all'obbligo, e si sviluppa incarnandosi in personaggi-animali immaginati e descritti come maschere grottesche.
...continua


Recensione:
L'uomo, la bestia e la virtù rivela l'aspetto forse più trascurato del Pirandello drammaturgo e novellista: la satira lucida e spietata che riesce sempre a pungere attraverso la leggerezza dello stile. Questa commedia, tratta dalla novella dell'agrigentino Richiamo all'obbligo, riesce infatti a sfilacciare fibra dopo fibra il manto perbenista e codino della borghesia del Novecento, lasciando scolpito sul viso dello spettatore un tenue, rassegnato sorriso, comunque presente, scena dopo scena. La commedia fa sfilare sul palcoscenico una variegata gamma di stereotipi e casi umani sinceramente un po' datati: la serva lamentosa, il professore integerrimo ma fedifrago, il capitano fracassone e animalesco, la moglie virtuosa prostituita dalle avverse circostanze. Ogni parola, ogni risata, ogni gag che la vicenda regala allo spettacolo è un affondo alla grottesca ipocrisia della vita quotidiana, restituito con i toni di una favola allegorica ai limiti dell'impossibile. Nonostante la precisa collocazione storica restituitaci dai costumi di Ursula Patzak, Enzo Vetrano e Salvo Randisi disseminano la bella scena di Marc Antonio Brandolin di efficaci agganci alla contemporaneità -come l'aspirapolvere usato dalla governante Rosaria in apertura di primo atto-, a suggerire che, oggi come allora, la logica della maschera e la poetica dello scheletro nell'armadio costituiscono la triste norma all'ordine del giorno. E allora ben venga la comicità, cucita addosso al professore dalla straodinaria verve Enzo Vetrano, assolutamente irresistibile nel denunciare lo smarrimento di senno e di virtù di Paolino con una recitazione tutta tic e mossette degna del miglior Gilberto Govi. E allora ben venga il gusto grottesco dell'abito sgargiante e l'estetica del trucco disfatto, disciolto e letteralmente “spalmato” sul viso della Signora Perella, incarnazione della virtù data in pasto alla bestia-capitano. E' così che, tra luci di sbieco e ombre disegnate come silhouettes sulle pareti della scena-armadio, L'uomo, la bestia e la virtù dimostra come sia ancora possible parlare al pubblico di oggi attraverso le parole di Pirandello: un lungo, divertentissimo memento molto utile a ricordarci che, in fondo in fondo, non siamo poi così diversi dai nostri bisnonni.


Curiosità:
Ogni parola, ogni risata, ogni gag che la vicenda regala allo spettacolo è un affondo alla grottesca ipocrisia della vita quotidiana, restituito con i toni di una favola allegorica ai limiti dell'impossibile.
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COMPAGNIA
DATI SPETTACOLO
Genere: NON SPECIFICATO
Durata: 120
Luigi Pirandello (Autore)
Fabio Grossi (Regista)
Marc Antonio Brandolin (Scenografia)
Ursula Patzak (Costumi)

CAST
News
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