Recensione:
I bambini della terza classe della Scuola S. Antonio, sembra si divertano molto sul palco. Si muovono con la tranquillità(che non è noncuranza)di partecipare ad una festa più che ad una competizione. Il loro Tutti insieme per un giorno di pace è l’espressione innocente di bambini con sensibilità e accortezze d’altri tempi, probabilmente anche frutto della giocosità e gioiosità infuse loro ancor prima della preparazione prettamente tecnica dalle Suore che li hanno preparati, nel particolare Suor Sofia Sebastiani.
La messa in scena affronta il tema mai (purtroppo) fuori moda della guerra e della relativa centralità del concetto di pace, o meglio Pace, dal momento che questa, nello spettacolo, è resa personaggio vivo nella figura della bandiera colorata che con estrema sciatteria viene dimenticata e lasciata a sbiadire sul davanzale di una qualunque delle nostre finestre.
Tra un quadro e un altro i bambini vanno in scena con i colori della bandiera/arcobaleno in scintillanti nastri che fanno svolazzare in piccole coreografie, ognuna mirata all’esplicazione del sentimento portante del colore che rappresenta, sentimenti che un nonno e il nipotino(unici personaggi umani sulla scena)commentano osservando la bandiera esposta.
E sarà proprio il bambino a salvare la Pace(bandiera) e con essa la Speranza nel futuro.
Gli episodi messi in scena sono trasposti con grande semplicità. E se da una parte vengono a galla delle imperfezioni, forse il testo un po’ostico per permettere ai ragazzi qualche spunto di improvvisazione, o la presenza di piccoli problemi di concentrazione, tuttavia la dolcezza dell’esposizione permette di far arrivare in platea lo spirito di gruppo e di festa che è il primo approccio, la base obbligatoria sulla quale si lavora per costruire un evento teatrale.
Il finale, esplosione vera e propria di colori e di balli, rappresenta l’apice di quella esigenza del palcoscenico come gioco che è sempre trasparsa nei bambini per tutto lo spettacolo e che rappresenta coerentemente quell’ideale Speranza fiduciosa che più dei personaggi i bambini stessi sono stati capaci trasmettere.
|