Recensione:
Un’allegra e vivace banda di piccoli attori entra in scena e riempie l’ambiente di colore ed entusiasmo. La storia del veloce cacciatore, che, su invito di un anziano del suo villaggio, entra nella casa dei mostri per rubare loro delle ali, diventa uno spunto per iniziare una festa collettiva: l’emozione è forte ma i giovani attori riescono comunque a divertirsi.
Naturalmente, vista la loro giovane età, è del tutto normale e giustificabile che le battute a volte vengano sussurrate e si abbiano momenti di incertezza, forse in parte superabile con un po’ più di esercizio. Ma ciò che colpisce è l’entusiasmo e la forza che mettono i ragazzi in scena: se uno di loro sbaglia o non si ricorda una battuta, ecco subito accorrere tutti i compagni in coro con un bisbiglio di suggerimenti.
Ci tengono a far divertire il loro pubblico e sono perfettamente coscienti dei momenti ben riusciti dello spettacolo e di quelli non esattamente perfetti, in cui si sarebbero potuti impegnare di più.
Sembrano seguire tutto lo spettacolo con due atteggiamenti diversi: da una parte il senso critico, che non manca loro, verso se stessi e verso i compagni, anche se quando si accorgono di aver sbagliato alla fine prevale il sorriso, come per scusarsi dell’errore con il pubblico; dall’altra il desiderio comunque forte di divertirsi, ridere e far ridere.
Sicuramente sotto questo aspetto lo spettacolo offre loro moltissime possibilità, per la serie di personaggi divertenti che presenta: i cani, fedeli amici del protagonista che arrivano all’arrembaggio camminando carponi a terra e facendo, a loro modo, festa, coniugano esigenze sceniche con il desiderio dei bambini di giocare.
La stessa cosa vale per i mostri, ognuno dei quali è rappresentato da tre bambini sotto un unico lenzuolo: anche loro gridando e sbattendo i piedi danno modo ai giovani artisti di esprimersi andando contro le regole a cui sono abituati, di non far rumore o non parlare tutti insieme, per esempio.
Le imperfezioni dei ragazzi sono così colmate dal loro divertimento naturale e dalla loro ironia.
I costumi inoltre danno un tocco originale allo spettacolo.
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