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L'Uomo, la Bestia e la Virtù

Regia di - Fabio Grossi
Al teatro Eliseo di Roma
dal 18.04.2006 al 14.05.2006



In un mondo dove l’uomo e la virtù ne escono sconfitti, è legittimo domandarsi: chi è la bestia?



Trama:
Il professor Paolino (l’Uomo), dopo aver messo incinta la Signora Perella (la Virtù) durante una delle frequenti assenze del marito ammiraglio (la Bestia), fa preparare una torta afrodisiaca affinché quest’ultimo compia il proprio dovere coniugale, salvando così la faccia.
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Recensione:

”L’Uomo, la Bestia e la Virtù”, tre maschere distinte, pronte all’occorrenza a smentire e a smentirsi ferocemente sulla scena, come fantocci animati soltanto da quella forza incontrollata chiamata istinto di sopravvivenza. Identità violate che si stagliano agguerrite tre le pieghe multiformi dell’ipocrisia umana. Questo annuncia la commedia tragica di Pirandello, considerata dall’autore stesso ”una delle più feroci satire che siano mai state scritte contro l’umanità e i suoi valori astratti”.

Costruito come un apologo, il testo trova il suo punto di forza nell’aspetto grottesco delle scene e nel trucco caricaturale degli attori, nascosti sotto fattezze bestiali. Stando a una lettera scritta alla Compagnia Antonio Gandusio, che rappresentò la commedia per la prima volta a Milano nel maggio 1919, il desiderio di Pirandello era quello di conferire all’opera un’aria buffa e al tempo stesso indecente, quasi sconcia, doveva avere ”una faccia di baldracca”.

La messa in scena di Fabio Grossi rispetta in pieno l’originale tralasciando volutamente e sapientemente l’artificiosità scenica delle maschere a favore di un’interpretazione più diretta e naturale. Professando un uso dell’attore in quanto tale, Grossi tiene a ribadire che è compito dell’artista portare in scena la vera maschera dell’uomo, quel trucco quotidiano dietro cui ogni individuo si lascia vivere.

L’anima grottesca e caricaturale del testo viene messa a punto nella scena del II atto, quando il signor Paolino trucca all’eccesso la Signora Perella pur di far capitolare l’indifferente marito, la Bestia. Il risultato si rivela tragicamente ridicolo, la Virtù in persona si manifesta per quello che è, “una squallida marionetta che si lascia passivamente violare”.

Lo spettacolo prodotto dal teatro Eliseo convince anche per un’idea scenografica ben riuscita, che va oltre il significato folcloristico. Una testa di donna si schiude a rivelare realtà quotidiane, in un ambiente che di reale ha ben poco, se non l’aurea di un pensiero fisso. La scelta di Leo Gullotta, attore dalle qualità interpretative indiscusse, nella parte del trasparente Signor Paolino risulta azzeccata e gradevole. L’Uomo è una persona che soffre dell’ipocrisia del mondo, secondo cui essere ben educati vuol dire essere dei “commedianti”. E’ un uomo che auspica un mondo in cui i rapporti siano sinceri ma che pur di salvare il suo onore e quello della sua amante, la virtuosa Signora Perella, è disposto a venderla al miglior offerente. Tutto in lui è falsato, ciò che per lui è purezza altro non è che strumentalizzazione del maschio. In un mondo dove l’uomo e la virtù ne escono sconfitti, è legittimo domandarsi: chi è la bestia?.




Curiosità:

L’Uomo, la Bestia e la Virtù è un omaggio a due importanti nomi dello spettacolo italiano di tutti i tempi, il grandissimo Aroldo Tieri e l’apprezzato regista teatrale Edmo Fenoglio con cui Fabio Grossi ha debuttato nel 1977 mettendo in scena la stessa opera

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COMPAGNIA
DATI SPETTACOLO
Genere: Grottesco
Durata: 0
Luigi Pirandello (Tratto da)
Fabio Grossi (Regista)
Germano Mazzocchetti (Compositore)
Luigi Perego (Costumi)
Gigi Saccomandi (Luci)

CAST
Antonella Attili (Attore)
Bruno Conti (Attore)
Carlo Valli (Attore)
Gianni Giuliano (Attore)
Leo Gullotta (Attore)
Silvana Bosi (Attore)
Valentina Gristina (Attore)
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