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Pasticceri - Io e mio fratello Roberto

Al teatro Ambra alla Garbatella di Roma
dal 21.02.2012 al 04.03.2012

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Trama:
Due fratelli amano la pasticceria, la musica rock, i testi di Rostand... ma scoprono di adorare la stessa cliente che sta per arrivare e la vetrina non è ancora allestita...
...continua


Recensione:

È la voce roca di Lou Reed in Walk On The Wild Side ad aprire il sipario e a guidare i corpi dei due pasticceri-attori in un balletto alla “Full Monty”. Incomincia così Pasticceri, spettacolo in un unico atto, scritto, diretto, interpretato e curato in ogni dettaglio, dalla scenografia ai costumi, non tralasciando ovviamente la colonna sonora, dai due interpreti Roberto Abbiati e Leonardo Capuano.

Tutto accade di notte nel laboratorio di una pasticceria dove i due fratelli pasticceri stanno preparando i dolci per l’indomani. Ognuno ha il suo tavolo lucido, pulito, apparecchiato con gli strumenti del mestiere: spatola, frusta e crema.

Leonardo l’egocentrico parla sottovoce con i suoi bignè come se fossero figli, mentre Roberto con grande rapidità e freddezza li riempie di crema, ripassandoli poi nel cioccolato. Due modi di intendere la vita e la cucina. L’una romantica fino a diventare inconsistente come una crema pasticcera “passata” nel frullatore, l’altra razionale, forse a volte un po’ fredda come una mousse.

Roberto il razionale balbetta la vita, ma quando deve suggerire l’amore si trasforma nei poeti che ama e conosce come Rostand: ecco capovolto il Cyrano di Bergèrac. Cristiano sembra non essere ricambiato, perché la nostra Rossana sembra preferire un baffuto e nasone Cyrano che ricorda da vicino Frank Zappa, piuttosto che un romantico moschettiere.

Il quotidiano si mischia con i ricordi dell’infanzia dei due fratelli, il sapore della crema con l’odore dolciastro della meringa ripassata con la fiamma e le parole e i gesti con la musica, che è un tributo agli anni settanta. Si va da Lynyrd Skynyrd ai Talking Heads, passando per i Doors e arrivando infine ai Rolling Stones con la loro struggente Angie.

“Tutto deve essere pronto quando arriva lei”, questo il sottile filo rosso che lega l’intera messa in scena. Sembra che lei debba arrivare da un momento all’altro, ma proprio come Godot non arriverà mai. L’importante è l’evocazione continua piuttosto che la presenza. Il grottesco si fonde con l’improvvisazione, tanto che a un certo punto Roberto e Leonardo non sono più due pasticceri, ma i due attori che stanno in scena e che si divertono a giocare con il pubblico: Roberto finge che una luce non funzioni, mentre Leonardo “dimentica” un immaginario monologo. E al pubblico disorientato e divertito non resta che ridere e aspettare di vedere cosa accadrà.

Una messa in scena che funziona, complice un testo divertente, una splendida colonna sonora e l’ottimo affiatamento dei due attori che per tutto il tempo cucinano, impastano e farciscono torte vere prendendo per la gola un pubblico che si scopre affamato, non soltanto di teatro. “Non so più se siamo svegli o stiamo sognando” dice Roberto e anche lo spettatore si interroga sullo stesso pensiero.




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COMPAGNIA
DATI SPETTACOLO
Genere: Commedia
Durata: 80
Leonardo Capuano (Autore)
Roberto Abbiati (Autore)

CAST
News
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AAA – Autori cercansi (concorso regionale)

Scade il 14 marzo il bando che premia una commedia brillante inedita con produzione e distribuzione.




La collaborAZIONE si fa spettacolo

Dodici registi originari di nove diversi paesi, per cinque regie e due mani: un laboratorio mondiale, il World Wide Lab, che porta a Roma l’esperimento unico di un gruppo multiculturale nato a New York. Non è un caso se Bob Wilson li ha accolti in residenza a Watermill e se il prestigioso Irondale Center di Brooklyn li ha ospitati per ben due anni. I registi del WWL hanno costituito un gruppo di lavoro stabile, che annualmente si riunisce per produrre in due settimane di laboratorio (quest’anno salite a tre) uno spettacolo fatto di cinque momenti diretti a due mani. I testi, adattati o composti per l’occasione dai registi stessi coinvolgendo ben dieci attori, seguono uno stesso filo tematico (Upheaval/Distruzione e rinascita), ma presentano contenuti molto diversi fra loro, che partono dalle rispettive culture. Il risultato è un articolato melting pot, in cui si mescolano Taiwan, India, Canada, Israele, Stati Uniti, Grecia, Germania, Italia… In scena contenuti e stili profondamente diversi, magicamente mescolati per distillare un teatro ricco di contaminazioni, anche linguistiche. Al Teatro Due Roma fino al 12 ottobre.

Info: KIT Italia



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