Recensione:
il mondo non è stato creato una volta, ma tutte le volte che è sopravvenuto un artista originale. Marcel Proust
Il titolo della performance è riduttivo: fascino rimanda infatti a evanescenze melanconiche e perlacee, ove l’ammirazione per l’oggetto risieda in una connotazione morbida, vellutata, dai tratti iscritti in una cornice eterea ma, tutto considerato, definibile.
Il Gala di danza e balletto proposto da Ikisui di Barbara Fontana (e realizzato grazie alla collaborazione di un cast direzionale di assoluta eccellenza) sfugge invece alle denotazioni consuete di un gala di danza, e, sebbene sia performato da artisti per lo più ventenni, si colloca tra le esibizioni certamente più promettenti di inizio anno.
La proposta è di per sé anomala: il lancio di un nuovo brand di abiti per la danza diviene occasione strumentale per l’organizzazione di un festival sui generi della danza overall, dal classico al contemporaneo, dall’acrobatico all’hip hop. Dubbio non v’è: c’è materia per critici su cui indugiare col pensiero prima di scatenarsi, sebbene il prezzo del biglietto assolutamente accessibile lasci intravedere, nel marketing dell’idea, una lungimiranza artistica non comune;
sebbene, ad osservare attentamente il palinsesto delle compagnie coinvolte, lo spessore, i titoli, i nomi protagonisti delle esibizioni, inviino segnali decisi, come fari nella notte, di livello artistico di sicuro interesse;
sebbene….
La sorpresa, in effetti, è dietro l’angolo: quadri video proiettati a parete presentano i capi d’abbigliamento dedicati al genere di danza che sta per essere presentato sul palco; la formula è vincente poiché la professionalità e il livello della performance superano di gran lunga le attese. Si instaura un link di Pavloviana memoria: all’immagine, finemente presentata, seguirà il gesto artistico, e piacerà.
Così è, l’avvio è affidato a una coreografia classica frizzante su colonna sonora di Mina, in cui dodici giovanissimi ballerini, artisti del Gruppo Junior Veneto, si cimentano con grande carico emotivo in prese ardite e passi a due, senza un attimo di sosta occupano lo spazio scenico in formazione, e a coppie, in un’applaudita performance che celebra il balletto.
Al fascino del balletto si aggiunge il magnetismo del neoclassico: è la volta del Junior Balletto di Toscana , cresce il livello della performance, nell’originalissima 3D coreografata da Bigonzetti, un inno all’equilibrio armonico a tre, due uomini e una donna protagonisti del passo costantemente proteso all’eccellenza estetica del movimento corporeo nelle sue infinite potenzialità espressive.
Ancora, senza sosta, elettrica performance di tre donne aracnidi, nella proposta della Spellbound Dance Company, tarantole dal gesto contemporaneo e sinuoso, grintose e femminili al tempo stesso, perennemente in contatto (fisico o metatestuale) tra loro e col pubblico, su un tappeto musicale sintetico e distorto.
E’ il momento di trattenere il respiro: Borislav Iordanov Betzof, campione mondiale di Acrobatica, si fonde fisicamente con una pertica che si eleva per dieci metri sul palco e ne diviene parte integrante ma dinamica, sfidando senza protezione la forza di gravità a vantaggio di un sorprendente Quadro Neoclassico.
La scena si trasforma completamente, e in costante progressione, grazie al lungo passo a due jazz proposto dal Pescara Dance Festival interessantissimo tratto autoironico sulla coppia e i suoi perché, che poi son quelli che uniscono, e, allo stesso tempo, consumano i sentimenti. Brillanti e convincenti i due perfomer, sebbene la scelta di aggiungere il testuale sia superflua rispetto al contesto (i due artisti hanno una mimica stupenda che non necessita di parole).
Salto temporale nell’universo del modern jazz, hip hop, grazie agli esplosivi quadri di scena proposti da Passepartout: il palco dell’Opera diviene una sala concerto pop dove, tra le altre, si apprende anche che la forma fisica, l’armonia del gesto, l’espressività mimica non possono essere associate esclusivamente all’ostentazione della corporeità greca, se non si vuol commettere un grave errore di valutazione.
Il pubblico inizia a battere le mani a tempo ed è difficile immaginare che si possa spaccare di più.
Ma avviene.
The Heroes Crew, ovvero un equipaggio di breaker al massimo ventenni, che si muovono sul palco come un'unica forma flessuosa, senza smettere un attimo di divertirsi, irrefrenabili in ogni centimetro muscolare di cui sono dotati, inno rivoluzionario al ben_vengano_le_nuove_generazioni_e_siano_benedette_le_loro_proposte.
Il Teatro è ora un’alcova d’entusiasmo, inarrestabile agli applausi, sprigionante entusiasmo, sproloquiante elogi, sentitamente coinvolta in un sano sentimento di gratitudine; vien voglia di acquistare il dvd della serata.
Ineffabile fascino del movimento….molto di più, lo spettacolo proposto dalla Fontana per la regia di Alessandro Leardini è un roboante viaggio nel macrocosmo magnetico della danza e delle sue infinite possibilità di comunicazione.
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