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Negli spettacoli di Roma

LIBERA NOS

Regia di - Gabriele Vacis
Al teatro Valle ETI di Roma
dal 04.11.2009 al 04.10.2009



Suggestioni teatrali dall’omonimo romanzo di Luigi Meneghello, autore vicentino dalla prosa fortemente evocativa



Trama:

Scritto da Antonia Spaliviero, Gabriele Vacis e Marco Paolini (che della prima edizione fu anche interprete), lo spettacolo dà corposità scenica all’incredibile miriade di personaggi nati dalla penna di Luigi Meneghello, lo scrittore vicentino che alla sua infanzia trascorsa a Malo ha dedicato un originale e dissacrante romanzo.


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Recensione:

Ciò che colpisce in prima istanza è il linguaggio: dissacratorio e spiazzante, di incredibile potenza evocativa, litania dialettale che sostiene un idioma originale e fluente, di forte impatto emotivo. I contenuti seguono, portati letteralmente in scena dalla sonorità e dal ritmo della prosa, in perfetto equilibrio fra la serietà dei temi e l’ironia dell’esposizione. Il risultato è una cifra stilistica inconfondibile, che permette di raccontare la drammaticità della condizione umana col sorriso sulle labbra.

Libera nos a malo, verso del pater noster ma anche espresso riferimento al paese natale dell’autore, è un dichiarato tentativo di ritornare alle origini, ripercorrere il tempo dell’infanzia, il mondo scolastico, i giochi dell’epoca, i primi turbamenti sessuali. La vivace scrittura di Meneghello, assonante, ritmata e concretamente legata ai significati come solo un dialetto può essere, evoca i molti volti di Malo, i tempi rallentati ed i rumori della vita paesana, l’immaginario collettivo di un microcosmo, quello delle atmosfere perdute del piccolo borgo: un’Italia fatta di sapori e umori ormai passati e abitata da esilaranti e talvolta tragici personaggi.

La regia di Gabriele Vacis, presente in scena come voce narrante, è intelligentemente giocata sulle sonorità, tanto da orchestrare alcuni passaggi come veri e propri duetti, canto e controcanto ottimamente condotti dai due interpreti d’eccezione: Natalino Balasso e Mirko Artuso. Lo sguardo alla realtà dell’infanzia, ad un “mondo prima che scomparissero le lucciole” dipinge un affresco ironico e delicatamente poetico della vita paesana che scorre cullata dalle voci di bambini, nonni, zii, matti, professori… i protagonisti antichi di temi universali: il catechismo, la sessualità, la morte, la follia.

Solo la lontananza da questo piccolo mondo permette a fatti, oggetti e figure che lo hanno popolato di acquistare consistenza e senso. Perché riappropriarsi dell’infanzia aiuta a comprendere meglio il senso della vita e la lingua è il solo strumento che permette di osservare e decodificare questo universo.

 




Curiostà:
DATI TECNICI
Genere: Comico
Durata: 1 ora e 20 minuti


CAST
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