Ciò che colpisce in prima istanza è il linguaggio: dissacratorio e spiazzante, di incredibile potenza evocativa, litania dialettale che sostiene un idioma originale e fluente, di forte impatto emotivo. I contenuti seguono, portati letteralmente in scena dalla sonorità e dal ritmo della prosa, in perfetto equilibrio fra la serietà dei temi e l’ironia dell’esposizione. Il risultato è una cifra stilistica inconfondibile, che permette di raccontare la drammaticità della condizione umana col sorriso sulle labbra.
Libera nos a malo, verso del pater noster ma anche espresso riferimento al paese natale dell’autore, è un dichiarato tentativo di ritornare alle origini, ripercorrere il tempo dell’infanzia, il mondo scolastico, i giochi dell’epoca, i primi turbamenti sessuali. La vivace scrittura di Meneghello, assonante, ritmata e concretamente legata ai significati come solo un dialetto può essere, evoca i molti volti di Malo, i tempi rallentati ed i rumori della vita paesana, l’immaginario collettivo di un microcosmo, quello delle atmosfere perdute del piccolo borgo: un’Italia fatta di sapori e umori ormai passati e abitata da esilaranti e talvolta tragici personaggi.
La regia di Gabriele Vacis, presente in scena come voce narrante, è intelligentemente giocata sulle sonorità, tanto da orchestrare alcuni passaggi come veri e propri duetti, canto e controcanto ottimamente condotti dai due interpreti d’eccezione: Natalino Balasso e Mirko Artuso. Lo sguardo alla realtà dell’infanzia, ad un “mondo prima che scomparissero le lucciole” dipinge un affresco ironico e delicatamente poetico della vita paesana che scorre cullata dalle voci di bambini, nonni, zii, matti, professori… i protagonisti antichi di temi universali: il catechismo, la sessualità, la morte, la follia.
Solo la lontananza da questo piccolo mondo permette a fatti, oggetti e figure che lo hanno popolato di acquistare consistenza e senso. Perché riappropriarsi dell’infanzia aiuta a comprendere meglio il senso della vita e la lingua è il solo strumento che permette di osservare e decodificare questo universo.