Sorprendente, ironico, grottesco: questo, e altro ancora, è Void story, il radiodrammadella compagnia inglese Focus Enterteinment in prima nazionale alla Cavallerizza di Torino.
L’ambientazione è quella di una sala di doppiaggio dove, attorno a quattro tavolini, altrettanti attori raccontano una vicenda “assurda e fantastica”, un succedersi di avventure con protagonisti un uomo ed una donna, Jackson e Kim: dietro di loro, su di uno schermo, sono proiettati i sottotitoli in italiano e soprattutto le immagini che trasformano questo racconto in una suggestiva sceneggiatura animata. Nella cornice postatomica di città degradate e desolate lande infestate da ogni genere di animali, Kim e Jackson compiono traversate dentro fiumi di liquami, o si addentrano in boschi colonizzati da insetti giganti, piuttosto che soggiornano in un rumoroso albergo dove è impossibile dormire. Ma Void story è anche l’occasione per fare strani incontri, a partire da una dispettosa ed intraprendete bambina che conduce i due giovani in un pericolosissimo luna park, per arrivare ad un’automobilista dalla disperata esistenza che, prima di “scaricare” i suoi due ospiti, cerca di strappare, a suon di bigliettoni, Jackson alla sua compagna. Il tutto per concludersi con un’estenuante, quanto ovviamente assurda, maratona di danza in cui i due protagonisti risulteranno vincitori di un non meglio definito super premio.
Il ritmo del racconto è serrato, l’inconfondibile british humour distilla, a macchia di leopardo, gemme di un grottesco che fa sorridere, ma mai sguaiatamente ridere: il suono si distorce, si fa metallico e con effetti meccanici e digitali diventa vera e propria voce in perfetta simbiosi con la proiezione di un’immagine distorta, appena abbozzata, dai contorni irregolari, ma non per questo meno suggestivi ed inquietanti.
Il risultato finale è una serata inedita ma stimolante, un ibrido in cui il cinema e l’animazione interagiscono con il teatro e la radio per ottanta minuti giustamente salutati dai convinti applausi del pubblico.