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Il mercante di Venezia

Regia di - Luca Ronconi
Al teatro Piccolo Teatro Strehler di Milano
dal 09.01.2010 al 23.01.2010

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Ancora uno spettacolo, per Ronconi, destinato a restare negli annali, anche grazie alla sua collaudata macchina teatrale, in cui spiccano i bravissimi attori, tra i quali un grande Fausto Russo Alesi.



Trama:
Venezia, XVII secolo. Bassanio, giovane gentiluomo veneziano, vorrebbe la mano di Porzia, ricca ereditiera di Belmonte. Per corteggiare degnamente Porzia, chiede al suo carissimo amico Antonio 3.000 ducati in prestito. Antonio, pur essendo affezionatissimo a Bassanio, non può prestargli il denaro poiché le sue sostanze sono interamente investite nei suoi traffici marittimi, tuttavia garantirà per lui presso Shylock, ricco usuraio ebreo. Shylock è disprezzato dai cristiani e a sua volta non li sopporta, soprattutto Antonio, che presta denaro gratuitamente facendo abbassare il tasso dell'interesse nella città e che lo umilia coi suoi insulti.
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Recensione:

Come sempre il suo approccio è l’esaltazione del testo, che viene così rispettato fino all’ultima virgola. Gli adattamenti e le riduzioni drammaturgiche non gli appartengono, da cui la proverbiale lunghezza “ronconiana”, qui di quasi quattro ore.

Ronconi affronta la grande complessità di questa opera, mantenendo aperti tutti i problemi che sono stati impostati da Shakespeare, senza risolverli, senza mai scadere nell’opera a tesi. La vulgata vuole che Il mercante di Venezia sia un testo antisemita, per la malvagia figura di Shylock. A una attenta lettura però la questione è molto più sfaccettata. Shylock agisce per riscattare l’oppressione del popolo ebraico. E nella crudeltà di richiedere una libbra di carne da Antonio si può vedere una rinuncia del prestito a usura, prerogativa degli ebrei, per ripagare i cristiani con la loro stessa moneta. Tutti i personaggi, a ben vedere, sono mossi da calcoli cinici e dall’avidità. Il momento del processo segna l’apice di un mondo dove regnano i formalismi e l’amoralità. Il Doge non avrebbe nulla da ridire sul prelievo di carne, perché così è previsto dal contratto, ed è solo con uno stratagemma da azzeccagarbugli che Porzia potrà risolvere la situazione.

Il lavoro di Ronconi è attentissimo a preservare questa estrema complessità, con tutte le sue sfumature, le sue simmetrie interne, le evoluzioni dei personaggi. Spesso si è sentito di registi che hanno lavorato su questo testo, con spirito politicamente corretto, cercando di smussarne i presunti aspetti antisemiti, ma per Ronconi, che conosce profondamente l’opera in tutti i suoi meandri, si tratta semplicemente di riproporre in quanto tali quelli che sono dei conflitti di religione e di civiltà.

L’allestimento dello spettacolo è di relativa sobrietà, almeno per i canoni di Ronconi e della scenografa Margherita Palli. Le macchine teatrali sono ridotte a oggetti sospesi, in cui predominano gigantesche bilance con pesi e a sottolineare l’importanza che in quest’opera hanno l’azzardo, la posta in gioco e naturalmente la giustizia degli uomini. Si fa largo uso, come abitudine per Ronconi, di tapis roulant, e di personaggi che spuntano o vengono inghiottiti dal palcoscenico. Predominano colori scialbi nelle scene e nei costumi, tranne nelle scene della lotteria degli scrigni a Belmonte, dove i pretendenti alla mano di Porzia sfoggiano sfavillanti abiti esotici. Questi momenti vengono così risaltati come fossero fotogrammi a colori in un film in bianco e nero.




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COMPAGNIA
DATI SPETTACOLO
Genere: Commedia
Durata: 225'
William Shakespeare (Autore)
Agostino Lombardo (Traduttore)
Sergio Perosa (Traduttore)
Luca Ronconi (Regista)
Paolo Terni (Musica)
Margherita Palli (Scenografia)
Ursula Patzak (Costumi)
AJ Weissbard (Luci)

CAST
News
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