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Macbeth

Al teatro Ivelise di Apiro (MC)
dal 07.06.2006 al 11.06.2006





Trama:
L’attore e regista Matteo Capogna ha tradotto il Macbeth di Shakespeare nel suo personalissimo stile;
...continua


Recensione:
Rodolfo J. Wilcock, eccezionale scrittore e poeta, per un certo periodo si occupò di critica teatrale sul Mondo di Pannunzio. Ma la scena romana degli anni Sessanta lo annoiava profondamente. Perciò, per un certo numero di settimane, parlò di spettacoli inesistenti, con sobria precisione, inventandosi la figura del regista catalano Llorenz Riber, autore di rare e folgoranti messe in scena. Questo aneddoto può essere utile per parlare del Macbeth di Matteo Carogna. Lo spettacolo, per come sarà descritto sotto, potrebbe infatti sembrare l’invenzione folle di un critico teatrale profondamente annoiato e in preda alle più disperate fantasie su Macbeth, su Shakespeare e sull’universo mondo. Lo spettacolo si apre con la famosa scena della streghe, in questo caso incarnate da tre marionette dalle strane fattezze: una bambolina bionda, una brutta faccia scura e una teiera verde che fanno capolino da un sipario ondeggiante. Ciò che colpisce, subito dopo, è l’apparizione di Capogna/Macbeth, in kilt rosso sfilacciato, scarpe da ginnastica, calze di nailon e gilet rosso sgargiante. In testa, un cappello da parata militare; ricorda, per certi versi, Vinicio Capossela (ma forse questa è solo un’impressione di chi scrive). Dopo l’incontro con le tre streghe e il dialogo con la marionetta Banquo, lo spettacolo prosegue con l’arrivo di Lady Macbeth, in vaporoso abito color pesca e scarpette rosso sangue. La recitazione di attori (e marionette) è volutamente sopra le righe, in bilico tra enfasi e parodia. La seconda parte si rivela ricca virtuosismi: la pazzia di Lady Macbeth che, seduta sul trono, tormenta con le mani i vari strati delle sue gonne, roteando gli occhi in preda all’ebbrezza del potere e della paura; la scena del banchetto, in cui un piatto di maccheroni, con un vero coup de théâtre, si trasforma nella testa insanguinata di Banquo; infine l’incontro di Macbeth con le tre streghe e le potenze soprannaturali, tra cui compare anche una borbottante caffettiera. La messinscena si conclude, come da copione shakesperiano, con la morte di Macbeth; ma l’irrefrenabile fantasia di Capogna s’inventa un lieto fine in cui Macduff e l’effeminato figlio di Banquo festeggiano la vittoria con un bacio appassionato. Il particolare uso delle marionette, la ricchezza delle immagini e soprattutto lo strabordante esercizio della fantasia fanno di questo Macbeth uno spettacolo divertentissimo e fuori dal coro.


Curiosità:
La recitazione di attori (e marionette) è volutamente sopra le righe, in bilico tra enfasi e parodia.
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COMPAGNIA
DATI SPETTACOLO
Genere: NON SPECIFICATO
Durata: 0
William Shakespeare (Autore)
Andrea Tomassini (Luci)

CAST
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