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Roman e il suo cucciolo (Cuba and his Teddy Bear)

Al teatro Franco Parenti di Milano
dal 08.11.2011 al 27.11.2011

Vedi tournée

Un racconto sui migranti non ideologico né agiografico



Trama:
 Un ritratto della società contemporanea che ha come protagonista la classe sociale più infima del genere umano.
...continua


Recensione:

E bravo Gassman junior. “Roman e il suo cucciolo”, la terza rappresentazione del regista-attore – dopo “La forza dell’abitudine” di T. Bernhard e “La parola ai giurati” di R. Rose -  appare proprio ben confezionata. Piace la scelta di un classico teatrale particolare, reso appetibile dai tratti noir e in certi punti pulp (cfr. il sipario di sangue).  Piace la regia non solo degli attori sul palco ma anche di tutte le competenze che hanno collaborato alla riuscita dello spettacolo e che ricordiamo di seguito con ordine di gradimento personale.

Innanzitutto, Edoardo Erba, l’abile traduttore-traditore che fornisce una versione documentata e coraggiosa del testo di Reinaldo Povod. Erba è traduttore-traditore perché procede alla modifica sostanziale di ambiente e personaggi, trasformando, per la traduzione italiana, i cubani negli States dell’originale nei rumeni delle periferie romane. Erba è però anche abile perché traduce e non tradisce lo spirito originario della lettera, spirito che riemerge in personaggi e situazioni più vicini e più accessibili all'italico gusto.

Tra le altre competenze c’è poi quella di Marco Schiavoni, autore delle installazioni e dello schermo impercettibile di tulle che copre le scene, sul quale vengono proiettati alcuni flashback. Questo strumento crea un apprezzabile effetto film, soprattutto al momento degli originali titoli di coda dinamici. L’interazione tra i due generi, cinema e teatro, quando discreta, rende bene.

Veniamo  agli attori. Tutti molto convincenti ma due in particolare: Sergio Meograssi (Che), il tossico elegante, filosofo e antipatico fino alla simpatia, e Manrico Gammarota (Geco), l’incontenibile pugliese, venditore di fumo, simpatico mai sconfinante con l’antipatia.

E poi c’è lui, il regista-attore A. Gassman. Che sceglie una bella storia di un complesso rapporto tra padre-figlio, un dramma si direbbe piccolo-borghese all’italiana, come tanti film di questi anni, se non fosse per il fatto che i protagonisti della piéce sono rumeni che vivono nel degrado. Come a dire che certe dinamiche non conoscono proprio il significato del termine razzismo. Anche per questo punto di vista su un tema delicato, Amnesty ha riconosciuto il suo patrocinio allo spettacolo: un racconto sui migranti non ideologico né agiografico.
Aldilà degli adattamenti e delle sperimentazioni, delle letture politiche che è consapevole di attirare, ‘Roman e il suo cucciolo” è un’opera teatrale che dimostra la maturità artistica di un A. Gassman che non teme di assumere lo stesso ruolo che 26 anni fa a New York vestiva Robert de Niro e di recitare al teatro Quirino, intitolato a suo padre.




LupoLibero76 - 11-04-2011 08:28:28
Bello, divertente, emozionante e triste, c`è un po di tutto, gli attori sono molto bravi, hanno dato senso alla storia che merita di essere raccontata, Le scenografie molto elaborate, il velo davanti che funzionava da telo per le proiezioni mi ha affascinato già dal primo momento in cui viene utilizzato, le pareti degli ambienti chiusi che scomparivano con la sola luce, facendo vedere quello che accadeva all`interno. Tutto con uno sfondo sempre in movimento dove le auto sul raccordo anulare sfrecciavano, inconsapevoli degli avvenimenti dentro all`appartamento. Bravo Alessandro Gasman, era la prima volta che lo vedevo a teatro e posso dire di essere rimasto soddisfatto, tutti gli altri attori, senza andare nel dettaglio, meritano un BRAVISSIMI. Andate a vederlo finché è in scena. Sono 2 atti, poco più di 2 ore di spettacolo che passano veloci e non è poco :-D
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COMPAGNIA
DATI SPETTACOLO
Genere: Drammatico

Reinaldo Povod (Autore)
Edoardo Erba (Traduttore)
Edoardo Erba (Adattamento)
Alessandro Gassman (Regista)

CAST
News
Carla Fracci a Manzoni Cultura

Il suo nome ha fatto la storia della danza classica italiana, come ballerina e coreografa, ed è una delle punte d'eccellenza nell'Italia nel mondo. Figlia di Milano e della Scala, in cui cominciò a muovere i primi passi di danza dal dopoguerra. Ora in prima fila anche in cause ambientalistiche, umanistiche, di difesa del patrimonio culturale anche in qualità di assessore alla cultura della Provincia di Firenze.

Stiamo parlando di Carla Fracci, istituzione dell'arte e della cultura italiane. Una carriera e una vita piena di storie da raccontare. Occasione per conoscerle viene offerta il 19 gennaio al Teatro Manzoni, nell'ambito di Manzoni Cultura, giunto al suo terzo appuntamento. A intrattenere l'ospite d'eccezione saranno come sempre Nicola Porro e da Edoardo Sylos Labini. 



Prima delle prime: Die Soldaten

Martedì 13 gennaio, alle 18, al ridotto dei palchi Toscanini della Scala, Alessandro Melchiorre, compositore, musicologo e Direttore del Conservatorio “G. Verdi” di Milano, illustrerà, avvalendosi di ascolti e video, la prossima opera in scena al teatro del Piermarini, Die Soldaten di Bernd Alois Zimmermann. L'incontro, che rientra nelle prime delle prime degli Amici della Scala, avrà il titolo, “Un crudo racconto di dissonanze”.




La Casa delle Storie, 24 e 25 gennaio

Novità per La Casa delle Storie, le fiabe a teatro per bambini e adulti, sarà il ritorno in centro a Milano, al Teatro Manzoni, con due diverse fiabe proposte il sabato pomeriggio alle 15.30 (il 24 gennaio e il 28 febbraio) mentre al Teatro della Luna gli spettacoli proseguono sempre la domenica mattina.

Nel weekend del 24 e 25 gennaio la programmazione de La Casa delle Storie sarà la seguente:
 
- sabato 24 gennaio al Teatro Manzoni, ore 15.30, Il gatto con gli stivali
 
- domenica 25 gennaio al Teatro della Luna, ore 11.00, Cappuccetto Rosso


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