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Il Mistero Buffo nella versione pop 2.0

Al teatro Piccolo Teatro Strehler di Milano
dal 05.06.2012 al 20.06.2012

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Un equilibrista cammina sul suo filo, è un po' incosciente come tutti quelli del suo mestiere. Ma forse lui di più, perchè alterna la camminata alla corsa e perchè sotto non c'è la rete di protezione.Così è Paolo Rossi che saltella in punta di piedi su quella striscia di terra che è il limite tra sacro e profano.E lo fa con la leggerezza del comico.



Trama:
Il Mistero Buffo è un monologo  che rilegge in chiave buffonesca i misteri religiosi. Si parte dai vangeli apocrifi,da alcuni episodi biblici e da versioni popolari sulla vità di Gesù e, servendosi di una lingua reiventata, onomatopeica, con una forte base dialettale dell'Italia del Nord, si narrano queste vicende antiche mischiandole con la nostra quotidianità.
...continua


Recensione:

Un equilibrista cammina sul suo filo, è un po' incosciente come tutti quelli del suo mestiere. Ma forse lui di più, perchè alterna la camminata alla corsa e perchè sotto non c'è la rete di protezione.
Così è Paolo Rossi che saltella in punta di piedi su quella striscia di terra che è il limite tra sacro e profano.E lo fa con la leggerezza del comico.
I suoi misteri buffi sono largamente ispirati a quelli di Dario Fo, ma sono intrisi della cronaca dei nostri giorni, proprio com'è nella natura dei misteri.In una scenografia che è un palco sul palco, perchè, in qualsiasi momento, lo spettacolo possa continuare, se non dentro a un teatro, almeno per strada. Improvvisamente irrompe un uomo in motorino con un Rossi che affannato lo segue.
E' il prologo.Il comico spiega al suo pubblico quello che si appresterà a fare, racconta del clero di un tempo lontano e di quello odierno; di papa Bonifacio VIII e di Raitzinger.
Da sempre la Chiesa  ha  avuto un problema con i comici. Eppure la risata non è altro che è un dono di Dio.Ormai viviamo nella società dello spettacolo in cui i comici non sanno che fare. Per questo i comici hanno deciso di portare lo spettacolo nella vita.Quindi non stupiamoci, se un bel giorno sul lago di Garda dovessimo vedere un gommone di clandestini, con Rossi e Dell'Aquila scafisti, cercare di attracccare sulle rive del celebre lago lombardo.Ma i clandistini non saranno altro che manichini dipinti di nero, come quello che sta con loro sul palco.
Cristo era un clandestino. Cristo quante ferite. Cristo perchè.
Ed ecco raccontare la nascita di Cristo, seguita dalla pregiera del comico, le nozze di Cana, la resurrezione di Lazzaro.Proprio in quest'aultima, Rossi è il custode di un cimitero in cui Cristo decide di resuscitare un uomo. Nostro Signore cerca prima tra i vip e poi tra i comuni mortali. Sarebbe intenzionato a farlo cn un certo Aldo Moro, ma il custode gli fa razionalmente notare che tutti ne avrebbero piacere. Cristo arriva a concludere che, in un Paese come questo, non si può nemmeno far risorgere un morto senza creare un problema ai vivi.
E poi si arriva al gran finale. La passione di Cristo. "So i nomi dei copevoli, non sono uno scemo, sono un comico" dice l'affabuatore in tono profetico citando Pasolini. E avverte che Cristo non tornerà mai più in Italia.
La vergine - Vasini, in un'interpretazione magistrale, si dispera sotto la croce perchè le hanno ammazzato il figlio, perchè Gabriele non glielo aveva detto quando era venuto a farle l'annuncio, perchè altrimenti forse le cose sarebbero andate diversamente.
Ritornano le parole del comico che fa un "mea culpa" perchè è colpevole qunto gli altri, per superficialità, egoismo, individualismo.E sulle note di "Personal Jesus", con una croce sollevata su cui è crocifisso il clandestino si chiude il sipario.Uno spettacolo che ti avvinga, che ti lascia quasi senza fiato, che a volte ti confonde, che spesso ti fa sorridere, ma in maniera amara. Uno squarcio su quel cuore pulsante che è l'anima.




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COMPAGNIA
DATI SPETTACOLO
Genere: Comico
Durata: 120'
Paolo Rossi (Autore)
Carolina De La Calle Casanova (Regista)

CAST
Lucia Vasini (Attore)
Paolo Rossi (Attore)
Emanuele Dell’Aquila (Musicista)
News
Feltrinelli una storia contro

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I colori dele danze e delle musiche persiane 21 novembre Isolacasateatro

Il 21 novembre alle ore 21 presso Isolacasateatro, via Jacopo dal Verme 16, una serata dedicata alla cultura persiana: uno spettacolo/seminario che avrà come protagonisti la regista e danzatrice Aram Ghasemy e il musicista Pejman Tadayon.

L’intenzione di questo spettacolo è quella di diffondere la cultura iraniana attraverso la danza e la musica.
 
L'esibizione delle varie danze sarà seguita da brevi immagini e video con lo scopo di spiegare le particolarità del brano e della pièce di danza da un punto di vista musicologico, artistico, geografico e culturale.
 
Il corpo si muove con la musica e allo stesso tempo prende ispirazione dal cielo, dalla terra e dall’ambiente circostante. 



Le mille e una notte alla Sala Fontana

Nessuna lampada di Aladino, nessun tappeto magico. Le mille e una notte del Teatro del Carretto di Lucca, in scena alla Sala Fontana, prende dall’antica raccolta di novelle orientale quel suo nucleo narrativo agghiacciante, svaporato da tutta la vulgata fiabesca. Il sultano che uccide sistematicamente tutte le sue nuove mogli, dopo la prima notte di nozze, per vendicarsi di una di queste che lo tradì, per vendicarsi quindi della donna. Un tema antropologico, la violenza di genere, un retaggio fallocratico e patriarcale che si trascina dalla notte dei tempi, duro a morire come dimostrano i tanti, drammatici, casi che sistematicamente campeggiano sui nostri giornali, che configurano un vero e proprio allarme sociale. La violenza sulle donne, il femminicidio, sono i temi dello spettacolo che attinge dalla letteratura come dalla cronaca. Ma dall’antico testo letterario, il Teatro del Carretto, riprende anche quel senso di narrazione a scatole cinesi che si traduce in metateatro.

Al Teatro Sala Fontana dal 20 al 30 novembre.



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