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Nulla Ŕ cambiato

Regia di - Rosi Giordano
Al teatro Sala Uno di Roma
dal 22.03.2011 al 03.04.2011



Personalmente trovo che questo spettacolo, pur favorito da una corona registica e attoriale di buon livello, non riesca mai a risultare credibile.



Trama:
Sei donne si muovono tra un percorso in scena e un altro in video, tra emozioni contraddittorie e rapporti confusi, raffigurando quello che siamo. Antonella, Silvia, Francesca, Angela, Andrea, Aurora sono personaggi che si specchiano nelle nostre vite, sono femmine che si incrociano tra di loro per opportunismo, per velleità, per paura della solitudine, giocano il difficile ruolo di esistere in una società dove il potere vince su tutto.
...continua


Recensione:

Nulla è cambiato è uno di quegli spettacoli che andrebbero guardati con molta freddezza. Non tanto, o non solo, per cercare di comprendere in profondità le pretese che muovono i personaggi sulla scena, quanto piuttosto per cercare di capire se, di una simile riflessione, avevamo realmente bisogno.

Paola Aspri, autrice e coordinatrice di questo spettacolo, lavora su una materia che, pur avendo evidenti nessi con la contemporaneità (lo smarrimento di una generazione, dimidiata tra bisogno di solidità e titanismo autolesionistico; la vendita di se per raggiungere una cialtronissima nazional-popolarità), risulta viziata da una lettura della realtà sempre in bilico tra moralismo di maniera e edonismo ridondante e eccessivo.

Costruito su due piani perfettamente separati, quello della scena e quello filmico, Nulla è cambiato svolge tutta l'azione tra un qui e ora scenico, un deserto di abitini e scarpette da sera in cui si assiste alla trama relazionale delle tre protagoniste, vittime impotenti di una realtà che le ha schiacciate e umiliate, e il mondo esterno, a cui la regista Rosi Giordano, con eccessiva indulgenza ha delegato la macchina da presa. Più della metà della piece infatti è traslata in un video, che troppo spesso strizza l'occhio alle fiction televisive, al cui interno è sviluppata tutta la trama. Una simile scelta, più che animare un dibattito sull'uso degli strumenti video-filmici a teatro rischia di esautorare la scena dalle sue funzioni più didattiche e costruttive.

Non c'è nulla di particolarmente anomalo nel cercare la chiave di volta, artistica e sociale, di uno spettacolo come Nulla è cambiato. Lo affermo prima di tutto per tentare di smarcarmi dall'inevitabile fastidio che potrebbero generare le mie parole in chi magari ha apprezzato e condiviso l'architettura narrativa dello spettacolo. Personalmente trovo che questo spettacolo, pur favorito da una corona registica e attoriale di buon livello, non riesca mai a risultare credibile. In esso infatti si accumulano una serie di pregiudizi comportamentali su una presunta generazione X, vittima e carnefice delle proprie pulsioni più informi e autodistruttive. E là dove tutti i protagonisti del dramma sono animati da velleitarie pulsioni di vendetta e di odio, nulla di misterioso si scorge nella loro abnegazione al male. Non una luce, un suono, una parola aiutano lo spettatore a cogliere il perché di tanta sgradevole tensione.




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COMPAGNIA
DATI SPETTACOLO
Genere: Commedia

Paola Aspri (Autore)
Rosi Giordano (Regista)

CAST
News
La collaborAZIONE si fa spettacolo

Dodici registi originari di nove diversi paesi, per cinque regie e due mani: un laboratorio mondiale, il World Wide Lab, che porta a Roma l’esperimento unico di un gruppo multiculturale nato a New York. Non è un caso se Bob Wilson li ha accolti in residenza a Watermill e se il prestigioso Irondale Center di Brooklyn li ha ospitati per ben due anni. I registi del WWL hanno costituito un gruppo di lavoro stabile, che annualmente si riunisce per produrre in due settimane di laboratorio (quest’anno salite a tre) uno spettacolo fatto di cinque momenti diretti a due mani. I testi, adattati o composti per l’occasione dai registi stessi coinvolgendo ben dieci attori, seguono uno stesso filo tematico (Upheaval/Distruzione e rinascita), ma presentano contenuti molto diversi fra loro, che partono dalle rispettive culture. Il risultato è un articolato melting pot, in cui si mescolano Taiwan, India, Canada, Israele, Stati Uniti, Grecia, Germania, Italia… In scena contenuti e stili profondamente diversi, magicamente mescolati per distillare un teatro ricco di contaminazioni, anche linguistiche. Al Teatro Due Roma fino al 12 ottobre.

Info: KIT Italia




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