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Malapolvere

Al teatro Duse di Genova
dal 22.02.2012 al 26.02.2012

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Trama:

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Recensione:

Occhi lucidi e qualche lacrima accompagnano il pubblico all’uscita di Malapolvere, lo spettacolo, ispirato all’omonimo romanzo di Silvana Mossano, dedicato alla rappresentazione di uno degli scandali più assurdi della nostra recente storia, il dramma dell’amianto di Casale Monferrato.

Frutto di un articolato lavoro collettivo che ha visto protagonisti Laura Curino, Lucio Diana, Alessandro Bigatti ed Elisa Zanino, Malapolvere è un intenso e struggente racconto dove, tra testimonianze reali e l’impietosa elencazione di fatti e numeri di morte, si ripercorre la storia degli ultimi decenni di una cittadina piemontese che conta quasi duemila caduti per avvelenamento da amianto: asbestosi e mesotelioma sono termini oggi tristemente diventati famigliari per la comunità casalese almeno quanto i nomi di Stephan Schmideiny e del barone belga Louis de Cartier de Marchienne, i due imputati nel processo la cui sentenza è prevista per il prossimo 13 febbraio. Asbestosi e mesotelioma, parole sconosciute fino a quando la “mala polvere” non ha iniziato a diventare parte integrante di una quotidianità se possibile ancor più martoriata da omissioni e silenzi, colpevoli ed ingiustificati comportamenti all’insegna della menzogna e dell’omertà.  

Laura Curino, da navigata frequentatrice del teatro di narrazione, intuisce da subito che una mera enunciazione di dati ed avvenimenti avrebbe rischiato di produrre un racconto didascalico, e quindi, pur nella sua tragicità, potenzialmente retorico. Sceglie pertanto, con l’aiuto dell’essenziale ma suggestivo impianto video scenografico di Lucio Diana, di far parlare la città, più che le persone: in un crescendo narrativo prendono la parola, il fiume come i monumenti, la torre civica al pari del castello, tutte tessere di un mosaico che diventa palcoscenico naturale per un dramma le cui vittime non conoscono distinzione di censo o di età, di sesso o di professione.
 
Non serve oggi pensare al “come è stato possibile”, sembra suggerirci la Curino tra le righe; né tantomeno illudersi che con l'imminente sentenza il discorso si possa chiudere. La partita è ancora lunga e, quale che sarà il giudizio del tribunale, si dovrà sempre tener desta la guardia per evitare che le vittime dell’Eternit, come la gente comune da decenni in prima linea a Casale in nome della giustizia, cadano vittime dell’oblìo, l’altro nemico invisibile sempre pronto, in maniera lenta ma inesorabile, ad avvolgere fatti, storie e persone, proprio come quella subdola polvere che giorno dopo giorno si è impadronita di centinaia di vite umane.
 
 
 
 



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COMPAGNIA
DATI SPETTACOLO
Genere: Teatro di narrazione
Durata: 80 minuti
Laura Curino (Drammaturgia)
Lucio Diana (Scenografia)
Alessandro Bigatti (Luci)
Lucio Diana (Video)

CAST
Laura Curino (Attore)
News
TORINO-CROTONE 1244 km, ironico teatro-canzone sul tema dell’emigrazione.

Leinì: al Cinema Auditorium, venerdì 21 novembre 2014, la performance della compagnia I Tritono.




I colori dele danze e delle musiche persiane 21 novembre Isolacasateatro

Il 21 novembre alle ore 21 presso Isolacasateatro, via Jacopo dal Verme 16, una serata dedicata alla cultura persiana: uno spettacolo/seminario che avrà come protagonisti la regista e danzatrice Aram Ghasemy e il musicista Pejman Tadayon.

L’intenzione di questo spettacolo è quella di diffondere la cultura iraniana attraverso la danza e la musica.
 
L'esibizione delle varie danze sarà seguita da brevi immagini e video con lo scopo di spiegare le particolarità del brano e della pièce di danza da un punto di vista musicologico, artistico, geografico e culturale.
 
Il corpo si muove con la musica e allo stesso tempo prende ispirazione dal cielo, dalla terra e dall’ambiente circostante. 



Le mille e una notte alla Sala Fontana

Nessuna lampada di Aladino, nessun tappeto magico. Le mille e una notte del Teatro del Carretto di Lucca, in scena alla Sala Fontana, prende dall’antica raccolta di novelle orientale quel suo nucleo narrativo agghiacciante, svaporato da tutta la vulgata fiabesca. Il sultano che uccide sistematicamente tutte le sue nuove mogli, dopo la prima notte di nozze, per vendicarsi di una di queste che lo tradì, per vendicarsi quindi della donna. Un tema antropologico, la violenza di genere, un retaggio fallocratico e patriarcale che si trascina dalla notte dei tempi, duro a morire come dimostrano i tanti, drammatici, casi che sistematicamente campeggiano sui nostri giornali, che configurano un vero e proprio allarme sociale. La violenza sulle donne, il femminicidio, sono i temi dello spettacolo che attinge dalla letteratura come dalla cronaca. Ma dall’antico testo letterario, il Teatro del Carretto, riprende anche quel senso di narrazione a scatole cinesi che si traduce in metateatro.

Al Teatro Sala Fontana dal 20 al 30 novembre.



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