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Un tram che si chiama desiderio

Regia di - Antonio Latella
Al teatro Piccolo Teatro Grassi di Milano
dal 05.03.2013 al 24.03.2013

Vedi tournée

Interessante rilettura del testo tra fedeltà concettuale e moderno stravolgimento formale, che mira alla mente più che al cuore



Trama:
La storia di Stanley e Stella, una giovane coppia di New Orleans, la cui relazione viene turbata e messa in crisi dalla sorella di lei, Blanche, personalità complessa, fragile e instabile. La coppia si nutre di un rapporto carnalmente elementare, e la presenza del terzo incomodo, circondato da un alone di ovattato, anacronistico romanticismo, travolge il loro equilibrio.
...continua


Recensione:

Il testo di Tennessee Williams si colloca sul terreno friabile di una decadenza (quella del mondo dorato del Sud degli Stati Uniti) per scivolare nel fango di un mondo agli antipodi, ordinario ed animalesco, che costituirà la concreta e violenta società a venire. I personaggi sono tutti perdenti, malati di tanto diverse quanto incurabili malattie, ma alcuni sono più resistenti e questo fa la differenza in termini di sopravvivenza.

La regia di Antonio Latella va oltre, utilizza gli elementi scenici in modo spietato, tutto è chiaramente in vista: cavi, proiettori, microfoni, altoparlanti. Nessun segreto, nessuna finzione, niente illusioni. La realtà appare per quello che è, così come la volgarità del contesto in cui la fragile Blanche viene catapultata, metaforicamente, dopo aver preso “un tram che si chiama Desiderio, uno che si chiama Cimitero ed essere scesa ai Campi Elisi”.

Questo luogo incastrato tra la ferrovia e il fiume diventerà il suo inferno, stritolando ciò che rimane della sua esistenza e della sua labile mente. Il gioco a tre viene vivisezionato sotto i fari bianchi di questa fredda sala operatoria ingombra di oggetti tecnici. Un narratore crea un continuo effetto di straniamento. Non c’è spazio per i sentimenti né per le emozioni, dimenticatevi la catarsi: siamo all’interno della mente di Blanche, dove le percezioni vengono amplificate e distorte senza pietà.

Una prima chiave di lettura è appunto quella della luce, forte, cruda e impietosa anche verso lo spettatore. E’ un’illuminazione algida, assoluta, che senza alcun riguardo cancella ombre e sfumature, accecando lo sguardo. Dicotomia evidente della penombra in cui Blanche si rifugia in cerca di protezione, accendendo candele e coprendo le nude lampadine con paralumi colorati.

Poi ci sono gli effetti acustici, altrettanto disturbanti: voci distorte da microfoni, echi, riverberi, suoni stridenti. Sono la colonna sonora del nuovo mondo barbaro e sempre meno umano, che aggredisce orecchie e menti. Di fronte a tanta violenza Blanche si aggrappa ostinatamente al suo mondo immaginario, difendendone l’esistenza con bugie ed invenzioni per non soccombere alla brutalità del reale. Tutto inutile, ovviamente.

Il suo perenne disagio, il senso di inadeguatezza, la nevrosi che minano il suo precario equilibrio sono restituite nell’interpretazione di Laura Marinoni, che ne rende meravigliosamente il percorso sul filo del baratro e la caduta finale. La concretezza di Stanley, un Vinicio Marchioni fisico, si, ma anche animalescamente perspicace, è la personificazione del nuovo profilo sociale vincente: duro, resistente e primitivo. E Stella, la sola a scegliere lucidamente il proprio posto nel mondo, lo ha capito bene: seguirà la via della carne, non quella dello spirito.

Lo spettacolo è un’interessante rilettura del testo, posta tra una fedeltà concettuale e un moderno stravolgimento formale, che raggiunge la mente più che il cuore.




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COMPAGNIA
DATI SPETTACOLO
Genere: Drammatico

Tennessee Williams (Autore)
Antonio Latella (Regista)
Annelisa Zaccheria (Scenografia)
Fabio Sonnino (Costumi)

CAST
News
I colori dele danze e delle musiche persiane 21 novembre Isolacasateatro

Il 21 novembre alle ore 21 presso Isolacasateatro, via Jacopo dal Verme 16, una serata dedicata alla cultura persiana: uno spettacolo/seminario che avrà come protagonisti la regista e danzatrice Aram Ghasemy e il musicista Pejman Tadayon.

L’intenzione di questo spettacolo è quella di diffondere la cultura iraniana attraverso la danza e la musica.
 
L'esibizione delle varie danze sarà seguita da brevi immagini e video con lo scopo di spiegare le particolarità del brano e della pièce di danza da un punto di vista musicologico, artistico, geografico e culturale.
 
Il corpo si muove con la musica e allo stesso tempo prende ispirazione dal cielo, dalla terra e dall’ambiente circostante. 



Le mille e una notte alla Sala Fontana

Nessuna lampada di Aladino, nessun tappeto magico. Le mille e una notte del Teatro del Carretto di Lucca, in scena alla Sala Fontana, prende dall’antica raccolta di novelle orientale quel suo nucleo narrativo agghiacciante, svaporato da tutta la vulgata fiabesca. Il sultano che uccide sistematicamente tutte le sue nuove mogli, dopo la prima notte di nozze, per vendicarsi di una di queste che lo tradì, per vendicarsi quindi della donna. Un tema antropologico, la violenza di genere, un retaggio fallocratico e patriarcale che si trascina dalla notte dei tempi, duro a morire come dimostrano i tanti, drammatici, casi che sistematicamente campeggiano sui nostri giornali, che configurano un vero e proprio allarme sociale. La violenza sulle donne, il femminicidio, sono i temi dello spettacolo che attinge dalla letteratura come dalla cronaca. Ma dall’antico testo letterario, il Teatro del Carretto, riprende anche quel senso di narrazione a scatole cinesi che si traduce in metateatro.

Al Teatro Sala Fontana dal 20 al 30 novembre.




Le canzoni della libertà - Human Discount Evolution al Teatro alle Colonne dal 14 al 16 novembre

Lo spettacolo ormai storico della compagnia scheriANIMAndelli, Human Discount, fulcro della loro concezione di teatro ad alto contenuto umano, che peraltro inaugurò la prima stagione del Teatro alle Colonne, subisce un'evoluzione. Viene infatti presentato dal 14 al 16 novembre con profonde modifiche. Nuovi monologhi da un lato, interpretati da Nicoletta Mandelli e Veronica Maffezzoli, e dall'altro una nuova declinazione in forma di teatro canzone con i brani scritti e interpretati da Paolo Scheriani, connessi con i temi dello spettacolo. Al teatro di parola, alle videoinstallazioni di Luca Lisci, si aggiunge così una nuova dimensione, quella musicale dal vivo.



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