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Questi fantasmi!

Regia di - Carlo Giuffrè
Al teatro Eliseo di Roma
dal 18.12.2012 al 13.01.2013

Vedi tournée

Il fumo, le scintille, la capa d'elefante, il guerriero...



Trama:

...continua


Recensione:

Una drammaturgia, quella eduardiana, intessuta dalla ritualità, dalla “credenza” dell’anima del popolo napoletano che confida, di necessità,  in qualsiasi cosa possa risollevarlo dalle proprie quotidiane miserie, nell’illusione che accende il desiderio di una rinnovata speranza.

Questi fantasmi, per l’appunto, sono il frutto delle fantasie che aiutano ad alimentano il sogno del riscatto; quel riscatto sociale vissuto come affrancamento da una vita fatta di miseria e di stenti, qual è la realtà raccontata dal maestro De Filippo, munifico portavoce della sensibilità artistica di chi affonda  le radici dei propri natali in un popolo che da sempre “tira a campare”, con il sorriso, e che riesce a trasformare la miseria in nobiltà.

Qui l’arte del teatro sonda nell’animo umano, diventando sociologia del teatro, di un teatro verista che porta in scena il vissuto urlato, cantato e sofferto del popolo di Masaniello!

Risollevarsi con il sogno rende più lieve la propria esistenza, al punto tale da utilizzare la più fervida delle fantasie attraverso l’artificio di un fantasma, prima soltanto creduto e poi tristemente auspicato, che appare come una presenza benefica nella miserabile vita di Pasquale Lojacono, cornuto, e non ‘mazziato’, ma solo per sua scelta.

E scambiare per fantasma Alfredo, amante della moglie Maria, non lo ricoprirà affatto di ridicolo, come il comune giudizio popolare porterebbe a fare, ma lo renderà meritevole di un nostro più compiaciuto sorriso di solidarietà.

Il complesso intreccio di rapporti familiari, topos delle opere di Eduardo, viene portato alla ribalta con mano sagace e compassionevole, sottolineandone l’ineluttabilità di meccanismi ancestrali, che piuttosto uniscono e non separano, pur nel paradosso  di sentimenti e situazioni contrastanti. Quel riso amaro riesce a rendere più familiare di tutti il Professore Santanna, “invisibile” e silenziosa presenza di confidente dirimpettaio a cui Pasquale Lojacono, interpretato dal grande Carlo Giuffrè, si rivolge da uno dei 68 balconi del seicentesco palazzo nobiliare napoletano.

A lui confida i propri pensieri ed amarezze, fino a quello più amaro di tutti di non poter condividere con la moglie Maria il sacrosanto rito del caffè napoletano, la cui famosa ricetta viene svelata nel suo appassionato racconto.

Amorevoli parole sembrano accarezzare quel caffè che deve essere color “manto del monaco”.

Sul becco [della caffettiera napoletana] io ci metto questo "coppitello" (cappuccio) di carta [in modo che] il fumo denso del primo caffè che scorre, che è poi il più carico non si disperde. Come pure... prima di colare l'acqua, che bisogna farla bollire per tre quattro minuti, per lo meno, ...nella parte interna della capsula bucherellata, bisogna cospargervi mezzo cucchiaino di polvere appena macinata, ...in modo che, nel momento della colata, l'acqua in pieno calore già si aromatizza per conto suo.

(tratto da Questi fantasmi!)




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COMPAGNIA
DATI SPETTACOLO
Genere: Commedia
Durata: 150'
Eduardo De Filippo (Autore)
Carlo Giuffrè (Regista)
Francesco Giuffré (Musica)
Aldo Terlizzi (Scenografia)
Aldo Terlizzi (Costumi)
Umile Vainieri (Luci)

CAST
News
La collaborAZIONE si fa spettacolo

Dodici registi originari di nove diversi paesi, per cinque regie e due mani: un laboratorio mondiale, il World Wide Lab, che porta a Roma l’esperimento unico di un gruppo multiculturale nato a New York. Non è un caso se Bob Wilson li ha accolti in residenza a Watermill e se il prestigioso Irondale Center di Brooklyn li ha ospitati per ben due anni. I registi del WWL hanno costituito un gruppo di lavoro stabile, che annualmente si riunisce per produrre in due settimane di laboratorio (quest’anno salite a tre) uno spettacolo fatto di cinque momenti diretti a due mani. I testi, adattati o composti per l’occasione dai registi stessi coinvolgendo ben dieci attori, seguono uno stesso filo tematico (Upheaval/Distruzione e rinascita), ma presentano contenuti molto diversi fra loro, che partono dalle rispettive culture. Il risultato è un articolato melting pot, in cui si mescolano Taiwan, India, Canada, Israele, Stati Uniti, Grecia, Germania, Italia… In scena contenuti e stili profondamente diversi, magicamente mescolati per distillare un teatro ricco di contaminazioni, anche linguistiche. Al Teatro Due Roma fino al 12 ottobre.

Info: KIT Italia




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